Nel bosco tra il lago di Barcis e Piancavallo, dov’è stato scoperto il corpo di Giulia Cecchettin, secondo le accuse uccisa dall’ex fidanzato Filippo Turetta, gli investigatori hanno trovato tra gli altri reperti anche un libro per l’infanzia.

Il titolo è “Anche i mostri si lavano i denti”, l’opera è di Jessica Martinelli, disegnatrice e illustratrice per bambini veneta. Pochi giorni dopo la scomparsa – avvenuta la sera di sabato 11 novembre – Cecchettin si sarebbe dovuta laureare in Ingegneria biomedica all’Università di Padova. Ma il suo sogno era quello di diventare illustratrice di volumi per i più piccoli, infatti si era già iscritta a un corso a Reggio Emilia. Per questo il dettaglio non appare una coincidenza. Online il libro, rivolto a bimbi di tre anni, è descritto così: “Lo sai che anche i mostri si lavano i denti? Non ci credi? Chiedilo al Mostro fatto di capelli o a quello che sta sotto il letto. E lo sai perché lo fanno? Perché c’è un mostro ancora più terribile che se la prende con tutti, ma soprattutto con chi non si lava i denti”.

Come ricorda La Nuova Venezia, uno dei quotidiani che ha parlato di questo rinvenimento, sono una ventina gli oggetti repertati durante i sopralluoghi della Scientifica ed elencati nel provvedimento di convalida del sequestro, finito agli atti, di cui ha parlato la trasmissione “Quarto grado”: un mocassino nero di Giulia, un rotolo di sacchi neri di plastica, fazzoletti sporchi di sangue. Non il cellulare di lei – che risulta spento da sabato 11 novembre alle 22,45 e nemmeno il computer che custodiva la sua tesi di laurea. Quel sabato, Cecchettin e Turetta erano andati insieme nel centro commerciale “Nave de vero” di Marghera. Alle 23,18, la prima aggressione a centocinquanta passi dalla casa di lei, a Vigonovo, vista e denunciata da un residente che vive lì vicino. Ventidue minuti dopo, la seconda violenta aggressione immortalata dalle telecamere nella zona industriale di Fossò, un comune vicino. Poi la lunga fuga durante la quale Turetta ha abbandonato il corpo della studentessa lungo la scarpata nell’area del lago di Barcis, per poi fuggire fino in Germania, dov’è stato preso.

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