Torna al Festival da co-conduttrice accanto ad Amadeus, a un anno dalla sua partecipazione con Parole dette male e a trent’anni dal settimo posto di E poi. Sarà la sua sesta volta sul palco dell’Ariston per Giorgia che il Festival l’ha anche vinto una volta, nel 1995, con Come saprei: “Sento una certa responsabilità, lo diciamo spesso che questo palco non importa quante volte ci sei salita o l’età e l’esperienza che hai, ha una magia che ti mette addosso tanta ansia”, spiega la cantante romana nella conferenza stampa del mattino, “la mia responsabilità poi è anche di più perché la mia storia è iniziata qui, quindi anche per rispetto del pubblico che mi ha sostenuto sento di dovergli rendere conto di cosa ho fatto. Poi certo voglio anche far fare una bella figura ad Amadeus che mi ha voluto come co-conduttrice”.

(ansa)

A proposito del trentennale di E poi, inizio di una storia artistica gloriosa, Giorgia ricorda l’incontro insieme agli autori del brano con Pippo Baudo, allora direttore artistico del Festival: “Mi viene subito alla mente il giorno in cui gli presentammo la canzone, e Baudo ci disse: ‘Sì, dovrebbe andare bene, ma dovete tornare a scrivere l’inciso, bisogna aprire!’. Noi, disperati, perché eravamo a 4 ore dalla chiusura delle iscrizioni, ma facemmo come suggeriva Baudo e, come mi ha detto anche Amadeus, aveva ragione lui”.

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Dopo la bella prova offerta nella serata di apertura da Marco Mengoni, Giorgia confessa di avvertire un po’ di ansia di prestazione: “Anche se io ce l’ho anche quando a fare la spesa al supermercato. Ma è vero che Marco ieri sera è stato eccezionale, anche perché non è facile calarsi in abiti che non sono consueti. La mia ansia stasera toccherà livelli che raggiungono il panico ma ho anche tanta curiosità per questa esperienza”, ha aggiunto rivolgendosi ad Amadeus: “Perché tu, Amadeus, crei un’atmosfera in cui si lavora bene, avevo ricordi di altri Sanremo davvero concitati, qui ci si può invece concentrare in pace. Per persone ansiose come me questo è fondamentale”.

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Cinquantadue anni, Giorgia deve il suo nome al padre Giulio Todrani, cantante e fondatore della band blues Io vorrei la pelle nera, che decise di chiamarla così per Georgia on my mind, il brano di Ray Charles. I primi passi come cantante a sedici anni, sotto la guida del tenore Luigi Rumbo, cantore della Cappella Sistina. Dal 1997 al 2001 è stata fidanzata con il cantautore Alex Baroni, morto a Roma nell’aprile del 2002 a causa di un incidente in moto, che Giorgia ha voluto ricordare durante la conferenza stampa, rispondendo sul perché non abbia mai cercato una carriera all’estero: “Dopo la vittoria al Festival del ‘95 avevo ricevuto una proposta in questo senso ma sentivo che dovevo cercare il mio suono, almeno questo è quello che in quel momento pensavo di fare. E poi, se non ricordo male, c’era credo di mezzo un ragazzo. Ma è andata così, quando c’era la possibilità di farlo non l’ho fatto. Ma va bene così”.

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