Sono tre i cittadini britannici uccisi con altri 4 operatori umanitari nel raid israeliano che ha colpito un convoglio dell’ong americana Wck mentre portava aiuti nella Striscia di Gaza. Lo riferiscono i media del Regno Unito citando fonti della stessa ong, dopo che inizialmente si era parlato di un cittadino britannico tra le vittime. Gli altri volontari colpiti a morte risultano essere un cittadino con doppia cittadinanza di Usa e Canada, un palestinese, un polacco e un’australiana. E infatti il governo britannico ha convocato l’ambasciatore israeliano a Londra dopo l’uccisione di 7 volontari, fra cui tre cittadini britannici, colpiti a morte da un raid contro un convoglio dell’ong americana Wck che portava aiuti alimentari nella Striscia di Gaza ormai alla fame. Lo riferisce il Foreign Office. Il gesto di protesta viene presentato come una sollecitazione allo Stato ebraico a dare risposte sull’accaduto e a consentire un’indagine indipendente.

“Esprimo cordoglio alle famiglie degli operatori di WCKitchen che hanno perso la vita a Gaza. Chiediamo anche noi a Israele di fare chiarezza: rispetto del diritto umanitario e tutela civili sono prioritari. Il Governo continua a lavorare per cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi”. Lo scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

Joe Biden ha chiamato il capo della World Central Kitchen, Jose Andres, per esprimere le condoglianze per la morte dei suoi collaboratori in un attacco israeliano e ha detto che renderà chiaro a Israele che gli operatori umanitari vanno protetti. Lo ha detto il portavoce del consiglio per la sicurezza nazionale Usa John Kirby. 

 

Un drone dell’esercito israeliano ha sparato ripetutamente al convoglio di aiuti del Wck dopo che “i soldati hanno pensato che terroristi armati fossero nel gruppo”. Lo ricostruisce un rapporto di Haaretz che cita fonti anonime della sicurezza a conoscenza dell’accaduto. Secondo lo stesso giornale, “un drone Hermes 450 ha tirato tre missili in rapida successione” nonostante sul tetto dei veicoli fosse chiaramente indicato che appartenevano al Wck. La decisione – ha proseguito il rapporto – è stata presa da un’unità a guardia del percorso di trasporto degli aiuti. L’attacco – sempre secondo il rapporto di Haaretz – è avvenuto subito dopo che le tre auto del Wck hanno abbandonato l’area di rifornimento, lasciando dietro di loro un camion sul quale si è pensato si trovasse “un uomo apparentemente armato”. Secondo le fonti della sicurezza, il
presunto uomo armato non ha lasciato il deposito da cui sono partite le tre auto che si sono mosse “lungo una strada in precedenza approvata e coordinata con l’Idf”. Ad un certo punto, mentre il convoglio stava percorrendo il percorso approvato – prosegue la ricostruzione di Haaretz in base a fonti della sicurezza – la sala operativa dell’unità responsabile della sicurezza del percorso ha “ordinato agli operatori dei droni di attaccare una delle auto con un missile”. “Alcuni passeggeri sono stati visti scendere dall’auto dopo che questa era stata colpita e passare a una delle altre due auto. Hanno continuato a guidare e hanno anche informato i responsabili di essere stati aggrediti, ma pochi secondi dopo un altro missile ha colpito la loro auto”. “La terza macchina del convoglio si è avvicinata e i passeggeri hanno cominciato a trasferirvi i feriti sopravvissuti al secondo attacco, per metterli fuori pericolo. Ma un terzo missile li ha colpiti”. “È frustrante – ha sottolineato ad Haaretz una delle fonti – stiamo facendo del nostro meglio per colpire con precisione i terroristi, utilizzando l’intelligence, e alla fine le unità sul campo decidono di lanciare attacchi senza alcuna preparazione, in casi che non hanno nulla a che fare con la protezione delle nostre forze”.

Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, “condanna” l’attacco contro l’Iran a Damasco e riafferma che “il principio dell’inviolabilità delle sedi e del personale diplomatico e consolare deve essere rispettato in ogni caso in conformità con il diritto internazionale”. In una nota del portavoce, Stephane Dujarric “invita tutti gli interessati a esercitare la massima moderazione ed evitare un’ulteriore escalation. Qualsiasi errore di calcolo potrebbe portare a un conflitto più ampio in una regione già instabile, con conseguenze devastanti per i civili”. 

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