Mentre il numero di persone uccise nello scontro tra Israele e Hamas ha superato le 11mila, di cui 4mila minori, i combattimenti si stanno concentrando attorno agli ospedali di Gaza. Per Israele, le strutture sanitarie palestinesi avrebbero perso il loro status di obiettivi protetti dal diritto internazionale, perché Hamas vi avrebbe appositamente posizionato le proprie infrastrutture e nascondigli.

Secondo le testimonianze e le dichiarazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (oms) riportate da Reuters, almeno quattro ospedali di Gaza sarebbero sotto attacco o circondati dai carri armati israeliani. Tra questi c’è anche l’Al Shifa, il più grande di tutta la Striscia, nel cui seminterrato Tel Aviv ritiene si trovi il centro operativo di Hamas. L’unica cosa certa però, è che al suo interno e nel cortile della struttura si trovano molti sfollati palestinesi, che risultano esposti al fuoco israeliano.

Qualsiasi tentativo israeliano di impadronirsi dell’Al Shifa rischierebbe di provocare pesanti perdite tra i civili, innescando una forte reazione internazionale. Human rights watch ha già denunciato il pericolo per i civili e i minori. Mentre l’alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Turk, ha dichiarato che qualsiasi uso di civili da parte di gruppi armati palestinesi per farsi scudo è in contrasto con le leggi di guerra, ma che tale comportamento non esime Israele dall’obbligo di risparmiare i civili.

Tel Aviv ha però già dimostrato di dare molto poco peso alle indicazioni delle Nazioni Unite, tanto da aver sospeso i visti di ingresso nel paese per i funzionari dell’organizzazione. Secondo il portavoce del governo israeliano, Eylon Levy, l’ospedale Al Shifa ha perso la sua protezione internazionale ed è diventato un obiettivo legittimo nel momento in cui Hamas lo ha scelto come quartier generale. Israele sembra quindi intenzionato a non allentare la presa sulle strutture sanitarie, nonostante non ci siano conferme indipendenti di quanto detto da Levy.

Oltre all’Al Shifa, le truppe israeliane hanno colpito anche l’ospedale indonesiano, incendiato parte dell’ospedale pediatrico e oncologico Rantissi e hanno circondato gli ospedali Al-Quds e Nasser. A parte i degenti più gravi o in terapia intensiva, molte persone stanno cercando di lasciare le strutture per paura dei combattimenti. Si spera che Israele attivi finalmente le pause umanitarie che ha promesso, ma ancora non concesse, permettendo a malati e civili di abbandonare gli ospedali e recarsi nelle strutture di emergenza, come la nave ospedale Vulcano italiana, prima di scagliarsi su queste strutture.

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