Con il 2024 sono scattate alcune novità, inserite in Manovra ai commi 16 e 17 dell’articolo 1, per i cosiddetti “fringe benefit”. Novità che, allo stato, valgono solo per l’anno in corso.

Un’analisi del portale delle Entrate ricorda dunque che la nuova regolamentazione è transitoria, come le precedenti. Le novità della Manovra, in sintesi, sono che:

  • innalza il limite di esenzione da 258,23 euro a 2mila euro, per i lavoratori dipendenti con figli fiscalmente a carico, e a mille euro per gli altri lavoratori dipendenti;
  • include, in questo regime di esenzione (nell’ambito del medesimo unico limite), le somme erogate o rimborsate allo stesso dipendente dal datore di lavoro per il pagamento di utenze domestiche del servizio idrico integrato, dell’energia elettrica e del gas naturale e delle spese per il contratto di locazione della prima casa, ovvero per gli interessi sul mutuo relativo alla prima casa.

FiscoOggi ricorda poi che l’esonoero delle somme versate come “fringe” non riguarda solo il reddito imponibile – quindi sono esentasse – ma anche la base imponibile ai fini previdenziali.

L’interpretazione della norma è “in senso più favorevole al lavoratore” quando si va a determinare il reddito imponibile non solo come “reddito imponibile del lavoratore dipendente” ma anche i “redditi assimilati a quello da lavoro dipendente”. Già nel 2023, una circolare delle Entrate aveva infatti previsto che la disciplina fosse applicabile ai “titolari di redditi assimilati a quello da lavoro dipendente”.

Per quel che riguarda i figli a carico, sono considerati tali quelli “che abbiano un reddito non superiore a 4mila euro, ovvero a 2.840,51 euro nel caso di figli di età superiore a ventiquattro anni (per il computo di tali limiti si considera il reddito al lordo degli oneri deducibili)”.

Detto delle letture “favorevoli” per il lavoratore, c’è altresì da precisare che questa agevolazione non fa venire meno il principio originario del Tuir secondo il quale “qualora il valore dei beni o dei servizi forniti risulti complessivamente superiore al limite in oggetto, l’intero valore rientra nell’imponibile fiscale e contributivo”.

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