FALZES. Cosa fa di un teatro un teatro? Per cominciare il sipario. E’ lì il suo mistero, quando è abbassato, e la sua rivelazione quando risale. Poi ci sono gli spettatori, la sala, il legno ma quelli ce l’hanno in tanti.

E’ il sipario che svela e apre alla magia. Della musica o della recitazione. Perchè dunque non farne tanti, di sipari, estenderli oltre il palco, immaginare un luogo che fa sparire e ricomparire cose e persone, spazi e funzioni? E’ quello che ha pensato Roland Baldi, l’architetto bolzanino cui sono stati affidati gli interni del nuovo teatro di Falzes. Lì, in Pusteria, è stata approntata una Casa per le associazioni, ma multifunzione, in grado strutturalmente di adattarsi agli eventi e alle situazioni. Ebbene Baldi e il suo studio hanno pensato anche a questi luoghi accessori più flessibili, il foyer, la ristorazione, il guardaroba, come a loro volta spazi teatrali. Qui sono stati installati una serie complessa di tendaggi che si aprono e si chiudono a seconda che le funzioni vengano o meno attivate, prima o dopo gli spettacoli o gli eventi in sala. Invece di creare pareti rigide e dunque togliere luce e movimento, ecco che i tendaggi sono stati impiegati per separare le varie funzioni, in grado di nasconderle quando non servono o farle improvvisamente apparire quando invece devono essere attivate. Le tende come dei sipari, dunque.

Qui sta la connessione tra identità teatrale profonda e uso quotidiano degli spazi. Detto questo, a proposito di una invenzione che è in fondo una citazione intorno alla stessa natura del luogo, Baldi ha operato scelte nette nell’arredo anche strutturale. La grande sala che può ospitare fino a 280 persone sedute ha davanti un palcoscenico che è stato pensato totalmente in nero. Dotato poi di attrezzature sceniche, illuminazione e riflettori sonori. A questo proposito, l’acustica è stata predisposta con molta attenzione, coinvolgendo anche un esperto nel settore. Lungo le pareti sono stati montati pannelli in legno leggermente inclinati. Questi, in particolare, impediscono il riverbero e consentono la riflessione, la diffusione o l’assorbimento del suono a seconda delle necessità. In questo modo è stato possibile ottenere prestazioni acustiche di grande qualità complessiva. Come una cassa armonica le pareti della sala principale sono state rivestite in legno di rovere mentre dal soffitto nero, ricoperto di materiale fono assorbente, sono i grandi riflettori che assicurano il miglior suono possibile. Il pavimento della sala, infine, è stato mantenuto in piano proprio per garantire la multifunzionalità dell’impianto: a seconda dell’evento in programma questa flessibilità consente di usare la sala per spettacoli teatrali o essere ancora adibita a eventi e incontri delle varie associazioni di valle. Grazie ad una parete divisoria la sala può ulteriormente essere ampliata verso il foyer per accogliere situazioni con grande pubblico.

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