Mancini capoccia: come nel derby con la Lazio e in altre tre occasioni è ancora un gol di testa del difensore a decidere le sorti della Roma. Nessuno è decisivo come lui nell’Europa che conta, proprio quella che ora vede De Rossi più vicino alla semifinale. Finisce 0-1 al Meazza, con la consapevolezza che se non ci fosse stato San Siro, non ci sarebbe stato De Rossi. Perché è qui che a gennaio, la tripletta francese del Milan coincise con l’addio a José Mourinho.
La spinta di San Siro, per l’andata dei quarti di finale di Europa League, questa volta è protagonista e non solo spettatrice di quel che avviene sul palcoscenico europeo. Si gioca in un clima da Champions, perché la posta in palio è alta e i 22 del campo dimostrano di averlo ben presente sin dai primi scambi: almeno sino al fischio d’inizio scoppiano di salute le squadre, scoppiano anche gli spalti del Meazza, davanti a un Milan che s’era presentato con una striscia di 7 vittorie consecutive e a una Roma giunta al Meazza con un’imbattibilità lunga 270 minuti. Figlia innanzitutto proprio di De Rossi, che dal suo arrivo in panchina ha portato in dote 8 vittorie e un ko in 11 uscite di campionato.
Anche nel giovedì d’Europa, più che un trattato di Roma, è un trattato di De Rossi: l’ex centrocampista la vince scegliendo di portare scompiglio nella trequarti, posizionando Dybala in una posizione fastidiosa per il Milan, ma soprattutto posizionando l’ex El Sharaawy in corrispondenza della corsia sinistra rossonera, quella che dovrebbe avere in Theo Hernandez e Leao gli elementi di maggior imprevedibilità. Arriva però da destra la prima occasione del match, con Loftus-Cheek che di tacco libera al tiro Reijnders per il tuffo basso di Svilar. Si gioca a ritmi alti e reparti stretti e quando la Roma cerca di impostare dal basso, il primo a portare pressione è Bennacer, uno che 364 giorni prima decise l’altro euroderby, quello dei quarti di Champions contro il Napoli. La prima grande occasione è al quarto d’ora: Lukaku affonda a destra in posizione contestata dal Milan (e che vale il giallo a Pioli), scarica per Dybala e Gabbia devia chiamando Maignan al colpo di reni. Sul corner, il gol: Mancini stacca di testa tutto solo e devia nell’angolino il tiro dalla bandierina di Dybala. La testa poco dopo ce la mette due volte anche Lukaku, per salvare sulla linea di porta romanista. Un paio di affondi romanisti, un tiro di Dybala e una nuova conclusione di Reijnders mandano al cambio campo, ma non al mutamento degli equilibri. Le prime chance della ripresa passano da un sinistro di Pellegrini e un destro di Cristante. Fuori dallo specchio anche il colpo di testa di Theo su corner, sui pugni di Svilar l’ennesimo destro di Reijnders. Vicino al gol anche Adli con un tiro cross alzato in angolo dal portiere romanista, prima che Leao lasci il campo tra i fischi, poi zittiti dalla curva con un coro a lui intonato.
Chukwueze, che del portoghese prende il posto, a 3 minuti dallo scadere semina il campo in area e serve una palla che Giroud spara sulla traversa da due passi.
Finisce così. E inizia una pausa di una settimana, prima dei 90 minuti che valgono la semifinale. Per la Roma, ritorno senza Cristante, squalificato. Per il Milan, ultimo appello 96 ora prima del derby che potrebbe dare la seconda stella ai cugini nerazzurri. 

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

By admin

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

//feetheho.com/4/6884838