Panico a San Lorenzo Nuovo, nel Viterbese, dove nella notte una tremenda esplosione ha fatto parzialmente crollare una palazzina di due piani adibita a struttura di accoglienza per migranti.

Trentuno persone sono rimaste ferite, una di loro versa in condizioni critiche, non è ancora chiaro quante siano state ricoverate in codice rosso. La procura di Viterbo: l’ipotesi di reato, al momento contestata, è quella di disastro colposo. L’indagine delegata ai carabinieri dalla pm Paola Conti e coordinata dal procuratore Paolo Auriemma cercherà di fare luce sulle cause dell’esplosione.

(ansa)

Il sindaco di San Lorenzo Nuovo, Massimo Bambini: “Non torno a casa da ieri sera, sono ancora con la tuta con cui sono uscito di fretta appresa la notizia. La gente ha pensato fosse il terremoto”.

A San Lorenzo Nuovo qualcuno si è svegliato di colpo, infatti la pagina della protezione civile di San Lorenzo Nuovo, prima di correggersi prontamente e con precisione, aveva proprio paventato l’ipotesi sisma. Proprio nel Comune del Viterbese, a fine settembre, si era registrato un piccolo sciame sismico che aveva fatto chiudere le scuole per un giorno. Ma stavolta il terremoto non c’entrava niente.

Indagini sulle cause

Al momento, la causa più probabile per gli investigatori è quella di una fuoriuscita di gas. “Siamo totalmente mobilitati per assistere gli ospiti della struttura, le persone rimaste ferite. Per quanto riguarda la dinamica, ci rimettiamo agli inquirenti. Fuga di gas? Se ne parla, ma non il gas non lo abbiamo. Abbiamo fornelli elettrici, riscaldamenti elettrici…”, ha detto Giulio Cuore, amministratore delegato della Ospita Srl. “Escludo che un’eventuale fuga di gas sia dipesa dalla struttura. I feriti sono stati distribuiti in 4-5 ospedali, ma non essendo un parente non conosco le condizioni. C’erano 7 bambini”. Due sono ricoverati in pediatria all’ospedale di Viterbo.

Rocca: “Vicinanza alle famiglie colpite dell’esplosione”

“Esprimo, a nome della regione Lazio, la vicinanza alle famiglie colpite dell’esplosione di una struttura nei pressi di Viterbo che ospita il centro di accoglienza straordinaria (Cas). Ringrazio i soccorritori e i medici che stanno curando i feriti in vari ospedali del territorio”, scrive su X il presidente della regione Lazio Francesco Rocca.

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Elicottero e ambulanze da Toscana

Intorno alle 23,44 della scorsa notte la centrale d’emergenza e urgenza 118 di Siena e Grosseto ha ricevuto una richiesta di supporto da parte da parte del 118 di Rieti e Viterbo per la “maxi-emergenza” scattata dopo l’esplosione della palazzina.

“Immediatamente si sono rese disponibili e sono intervenute le ambulanze della Misericordia di Abbadia San Salvatore, di Celle sul Rigo, di Santa Fiora, di Piancastagnaio, di Castel del Piano, di Sarteano e di Montepulciano oltre ad un’ambulanza della Croce Rossa di Pitigliano. Intervenuto anche elisoccorso Pegaso 2”, spiega una nota.

Friano (Carabinieri): “Probabile fuoriuscita di gas”

“Tutti i 31 occupanti della struttura sono stati rapidamente individuati ed evacuati in diversi ospedali. Al momento, anche se il bollettino medico è suscettibile di variazioni, solo una delle 31 persone si trova in condizioni più critiche. Nella struttura c’erano una decina di minori”, ha detto Massimo Friano, comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri giunto a San Lorenzo Nuovo.

“La prefettura di Viterbo ha attivato i vigili del fuoco con un posto di comando avanzato per il sostegno, per il primo soccorso, e anche il centro operativo comunale. Si è subito scongiurata la possibile presenza di altre persone sotto le macerie”.

La struttura è attiva dal 2020 e ha ospitato diversi migranti. Angelo Di Fiordo, direttore – coordinatore dei Vigili del Fuoco, è giunto sul posto per i primi soccorsi: “Noi siamo arrivati poco dopo da Viterbo, siamo stati preceduti dai colleghi di Gradoli che hanno trovato gli ospiti già in strada. Erano chiaramente agitati e spaventati, essendo stati coinvolti in un crollo”.

(ansa)

I vicini: “I nostri muri sono crollati”

“Non abbiamo gas, non lo usiamo, perché facciamo vino. Non abbiamo bombole. I nostri muri sono crollati, pezzi schizzati a metri. Una porta è quasi volata” – ad affermarlo è P., affittuario in un locale accanto al centro dove è avvenuta l’esplosione. “È un miracolo che non ci siano morti. Siamo passati ieri sera e, poverini, li abbiamo visti in mezzo alla strada. Poi sono arrivate molto ambulanze. Vederli con i fari della macchina è stato terrificante”.

Proseguono nel frattempo gli accertamenti della procura di Viterbo e dei carabinieri.

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