A bordo dell’Sspd-1 sono stati installati 32 tipi diversi di celle fotovoltaiche allo scopo di individuare quella in grado di raccogliere energia in modo più efficiente, la più resistente e la più leggera. I risultati del test, ribattezzato Alba, consentiranno agli sviluppatori di costruire moduli su superfici di grandi dimensioni nei voli futuri.

Ma la creazione di energia solare sarà inutile senza un sistema di trasmissione adeguato. Per questo, il prototipo del Caltech ha testato anche Maple, una serie di trasmettitori di energia a microonde leggeri e flessibili, basati su circuiti integrati.

Maple ha dimostrato di essere in grado di trasmettere energia solare in modalità wireless verso la Terra. Il team dell’Sspd-1 ha spinto il sistema di trasmissione al limite, riscontrando un’oscillazione nell’erogazione di energia. Da Terra, gli esperti hanno analizzato le cause fisiche e chimiche del calo di potenza, oltre all’usura dei componenti dei trasmettitori. Per migliorare le prestazioni, le prossime missioni utilizzeranno materiali più efficienti.

L’Sspd-1 ha insomma completato con successo la sua missione. Il suo viaggio di 365 giorni è ora allo studio degli scienziati responsabili del progetto. Portare energia verde dallo spazio non sembra più una prospettiva così remota, e alcuni elementi chiave di questo ambizioso progetto verranno definiti da iniziative come quella del Caltech.

Questo articolo è apparso originariamente su Wired en español.

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