Attentati dinamitardi, violenze nei confronti della popolazione e delle forze dell’ordine, saccheggi, sparatorie, rapine, incendi dolosi. L’Ecuador è sprofondato in un “conflitto armato interno”, come l’ha definito il presidente Daniel Noboa, che in una sola giornata ha provocato otto morti nella sola Guayaquil. La seconda città del Paese è l’epicentro dell’ondata di violenza che da tempo attanaglia l’Ecuador e che è esplosa dopo l’evasione dal carcere di due narcotrafficanti d spicco e la decisione di Noboa di decretare lo stato d’emergenza.

Terrore nello studio della tv pubblica

A Guayaquil si è verificato l’episodio più eclatante. Uomini incappucciati e armati hanno fatto irruzione nello studio del canale televisivo di Stato Tc Television durante una in diretta e hanno costretto tutti i presenti a terra minacciando di far esplodere gli ordigni che avevano con sé. La trasmissione non è stata interrotta e si sono sentiti degli spari. Una mezz’ora dopo è intervenuta la polizia che ha liberato gli ostaggi.

Sempre a Guayaquil un commissariato è stato colpito da un attentato, mentre due addetti alla sicurezza di un centro commerciale sono stati freddati dai criminali per aver impedito l’accesso ai locali affollati.

In tutto sono state arrestate 14 persone che saranno incriminate per terrorismo.

Violenze si sono verificate in diverse altre città, compresa la capitale Quito.

La gravità della situazione è evidenziata dalla scelta del ministero della Salute di sospendere fino a data da destinarsi tutti i servizi ambulatoriali, ricoveri e interventi chirurgici programmati, garantendo soltanto i servizi di emergenza negli ospedali.

La guerra ai narcos

Nel decreto sul “conflitto armato interno”, che integra quello sullo stato di emergenza per 60 giorni, il presidente Noboa ha elencato la presenza sul territorio nazionale di ben 22 gruppi del crimine organizzato transnazionale, definiti come “organizzazioni terroristiche e attori non statali belligeranti”.

L’articolo 3 del decreto dispone “l’immediata mobilitazione e intervento delle forze armate e della polizia sul territorio ecuadoriano per garantirne la sovranità e l’integrità”.

Alle forze dell’ordine l’articolo 4 del decreto ordina l’identificazione e la neutralizzazione dei seguenti gruppi: Aguilas, AguilarKiller, AK47, Dark Knights, ChoneKiller, Choneros, Corvicheros, Cuartel de las Feas, Cubanos, Fatales, Gßnster, Kater Piler, Lagartos, Latin Kings, Lobos, Los p .27,

Los Tiburones, Mafia 18, Mafia Trébol, Patrones, R7 e Tiguerones.

La polizia effettua degli arresti poco lontano dagli studi di TC Television

La polizia effettua degli arresti poco lontano dagli studi di TC Television

 

Le reazioni internazionali

Di fronte a questa situazione, molti leader latinoamericani hanno manifestato la propria solidarietà a Noboa, eletto lo scorso ottobre e insediatosi appena due mesi fa.

Il governo del Perù ha disposto l’invio immediato di un contingente della Direzione delle Operazioni Speciali (Diroes) della Polizia al confine “per rafforzare la sicurezza alla frontiera” con l’Ecuador.

Il dipartimento di Stato Usa ha espresso “forte preoccupazione per le violenze e i rapimenti” e ha assicurato che si manterrà “in stretto contatto” con le autorità ecuadoregne. Secondo alcuni questo vuol dire che l’amministrazione Biden è pronta a fornire aiuto a Noboa.

Infine la Cina, che ha annunciato la sospensione delle operazioni al pubblico della sua ambasciata e di tutti i consolati in Ecuador.

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