“Correte vi prego: c’è un bambino che sta per morire”. Quasi trenta chiamate al 118. E un’ambulanza arrivata dopo mezzora. A Centocelle, a distanza di 3 giorni dal suicidio del giovane ragazzo di 12 anni, la rabbia è tanta. Forse non ci sarebbe stato nulla da fare per il ragazzo che martedì è caduto dal quarto piano schiantandosi su piazza dei Mirti. Ma il sospetto che qualcosa non abbia funzionato nel sistema dei soccorsi è forte.

“Perché non arrivano, perché non arrivano”, gridava la padre, mentre tutto intorno il quartiere cercava di fare quello che poteva. Dalla farmacia in piazza ”Aveva il volto pulito. Ha sbattuto sul fianco e dietro la testa – ricorda Marisa, una delle residenti – io gli tenevo la mano per fargli sentire che non era solo. Anche io ho chiamato l’ambulanza come tutti. Lui è morto dopo che è arrivato in ospedale, forse poteva essere salvato. Chi lo sa. Di sicuro non è normale aspettare tutto questo tempo”.

Nel telefono di Marisa la chiamata al 118 è delle 18 e 52. Ma prima di lei già altri aveva allertato i soccorsi arrivati ben oltre le 19. In tutto sono circa 30 le chiamate al 118, secondo cui dalla prima chiamata non sarebbero passati più di 15 minuti. Sta di fatto che sul posto sono arrivati immediatamente carabinieri, polizia e polizia locale. L’ambulanza è stata l’ultima a entrare nella piazza

By admin

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

//ookroush.com/4/6884838