Le donne non devono imparare ad autodifendersi, ma, attraverso la riscoperta della loro corporeità, possono abbattere i modelli patriarcali che le vogliono remissive e inadatte al combattimento. Alessandra Chiricosta è una docente di filosofia dell’Università Roma Tre, ma è anche una marzialista e autrice del volume Un altro genere di forza. E ancora di più, in vista del 25 novembre, porta avanti insieme a Non una di meno dei corsi di autodifesa femminista e transfemminista. “I corsi di self defense a cui siamo abituati puntano all’esasperazione della paura per scatenare una reazione”, spiega, “invece in quella di autocoscienza combattente puntiamo a sfidare il paradigma che vuole le ragazze remissive e non adatte a esprimersi attraverso il corpo anche in maniera conflittuale. Quei modelli sono culturali e vengono scambiati per naturali. Attraverso l’autodifesa femminista e transfemminista si fa un processo di liberazione e riacquisizione di se stesse”
di Gianvito Rutigliano

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