Faccia a faccia, per la terza volta in 12 giorni. Jannik Sinner, numero quattro al mondo, ritrova Novak Djokovic, numero uno, dopo i due scontri alle ATP Finals. A Malaga agli azzurri serve un punto per restare aggrappati al sogno di tornare in una finale di Coppa Davis che manca dal 1998.

Tutto da rifare: il secondo set è di Djokovic

Djokovic non ha voglia di aspettare il proprio turno di servizio e mette pressione su quello di Jannik. Va 15-30, poi il nastro tradisce Sinner e manda il serbo a doppio set point. Uno è annullato con un servizio vincente, l’altro se lo mangia Nole con uno slice contro la rete. Ne arriva presto un terzo: questa volta se lo prende perché il dritto di Sinner cade al di là della linea.

Sinner serve per restare nel set: 2-5

A Jannik serve sempre uno sforzo extra per trovare il punto e adesso riesce a comandare meno scambi. Che è tutto nella norma, considerando l’avversario, e comunque non significa che vengano a mancare i punti. Da 40-15 schizza a 40-40, grazie a una bella palla corta e a una discesa a rete puntuale. Alla fine, però, torna a spuntarla Nole con un ace (è a quota sei).

Sinner resta attaccato: 2-4

Jannik apre il game con una prima a 206 km/h. È già un messaggio. Arriva anche il quinto ace della partita dell’altoatesino prima che finisca il gioco. La sfida vera però è adesso: serve un break nel prossimo turno per non lasciare il set nelle mani del serbo.

Djokovic conferma il break a zero: 1-4

Il serbo adesso grida e mostra i muscoli. Conferma il break, sancendo che finalmente ha trovato continuità al servizio. Sinner non ha abbassato il livello, ma adesso ha di fronte l’avversario che si aspettava dall’inizio.

Break di Djokovic: 1-3

Djokovic tira fuori il pugnetto e si attacca alle caviglie di Sinner. 15-0, poi 15-15. 30-15, poi 30-30. 40-30, poi 40-40, con un rovescio lungolinea che finalmente assomiglia al vero Djokovic. Lì si spezza il ritmo: secondo punto di fila per il serbo, che va a palla break. Riesce a concretizzarla per un doppio di fallo di Sinner, che va a tutto braccio sulla seconda, sbagliando.

Djokovic torna avanti: 2-1

Il serbo si concede un game a zero. Una crescita c’è, almeno al servizio.

Sinner tiene: 1-1

Jannik mette a segno il quarto ace della partita (l’avversario è fermo a tre), prima di tornare a comandare gli scambi. Djokovic, invece, torna a commettere errori gratuiti. L’italiano chiude a 15.

Djokovic prova a resettare: 1-0

Il serbo deve cancellare una partenza non da numero uno al mondo. Sinner lo aiuta iniziando il set con tre errori. Il vincente di dritto arriva troppo tardi, Djokovic chiude con una gran prima.

Sinner fa suo il primo set

L’azzurro concretizza una partenza bruciante con un ace, mettendo a segno un 6-2 in appena 37 minuti. Decisivi i due break al terzo e al quinto game. Con Djokovic la partita non è finita fino all’ultimo punto, ma un set in un tale stato di confusione da parte del serbo non lo vedevamo da tempo.

Djokovic resta nel set: 5-2

Tre break di fila sarebbero stati una punizione troppo dura anche per una partenza così confusa di Djokovic. Sinner, che comunque si spinge fino a 30-40 con un dritto in controbalzo che fa impazzire il palazzetto, adesso andrà a servire per il primo set.

Sinner va di fretta: 5-1

Djokovic apre il game colpendo il tabellone con uno schiaffo al volo di dritto. Se già non era chiaro, c’è qualcosa che non va. Meglio approfittarne, prima che entri in partita. Sinner chiude a 15 e scappa via. È a un game dal primo set. Che contro il numero uno al mondo può non voler dire nulla, ma per Jannik è una grande iniezione di autostima.

Che Sinner, altro break ed è 4-1

Sinner capisce il momento e continua a mettere pressione. Da 30-0 passa a 30-30 e si guadagna un’altra palla break prendendo in contropiede il serbo con un vincente di dritto. Annullata con un ace. Ma eccone subito un’altra, che Sinner concretizza con una risposta formidabile di rovescio che schizza dritta lungo la linea.

Sinner conferma il break: 3-1

Cantare vittoria? Non ci pensa nessuno. Djokovic spinge subito dopo il break e va 0-30, a ricordare che non si può stare un secondo tranquilli, ma Jannik risponde con quattro punti di fila.

Sinner, è subito break: 2-1

Sinner inizia a fare capolino anche sul servizio del serbo. Trova la rete e si porta sul 15-30, poi comanda un lungo scambio da fondo ma è il primo a sbagliare. Djokovic va a palla del game con un ace, Jannik lo costringe ai vantaggi con un rovescio incrociato che lo lascia sul posto. Attenzione: doppio fallo e la prima palla break della partita è azzurra. Djokovic prova a inventarsi il serve and volley, ma sbaglia malamente. Il primo break praticamente se lo fa da solo. Ottima notizia.

Sinner risponde: 1-1

L’esordio al servizio di Sinner parte bene. Convinzione, profondità e aggressività a rete. Sono dell’altoatesino i primi due ace del match: servono, perché se Nole imbecca la risposta come sul 15-15 sono dolori.

Djokovic tiene il primo turno di servizio

Sinner si prende giusto un 15 nel game di apertura, in cui Djokovic gioca due seconde e con una di queste trova un servizio vincente.

Si comincia

Al servizio il serbo Novak Djokovic.

I giocatori in campo

Jannik Sinner e Novak Djokovic stanno svolgendo il riscaldamento, l’unica cosa ci separa dall’inizio del match.

La “bella”

Il primo incontro tra James Bond e Goldfinger avviene a Miami, si chiude con la famosa scena della ragazza dipinta d’oro e il gangster lo definisce “un caso”. Il secondo arriva poco tempo dopo su un percorso da golf fuori Londra, e per Goldfinger – beffato da una pallina nascosta da Bond – si tratta di “una coincidenza”. Passano alcuni giorni, e quando pesca l’agente segreto ficcanasare nei suoi affari in Svizzera capisce che è tutta “una premeditazione”. Continua a leggere il commento di Paolo Condò.

I precedenti

Sarà il sesto incontro fra gli attuali numero quattro e numero uno al mondo. Sinner ne ha vinto solo uno, a Torino, meno di due settimane fa, nei gironi delle ATP Finals. Ricordiamo tutti, però, come è finito l’ultimo: un doppio 6-3 con cui il serbo si è preso la finale, sempre a Torino.

Tutto nelle mani di Sinner

Come con l’Olanda, ci aggrappiamo all’altoatesino per rimontare. È subito decisiva la sua sfida con il numero uno al mondo Novak Djokovic, la terza in 12 giorni.

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