BOLZANO. L’ha scritto incollando un foglio alla porta d’ingresso: «Chiuso per cessata attività». Poi anche sul portale web con gli orari dei locali: «Chiuso definitivamente». In rosso. Dunque bar Theiner adieu. E chissà per quanto. Perché il fronte apertosi da mesi tra gestore, Graziano Di Muccio, e Comune – proprietario dei “muri” e dunque del locale – è probabile che passi dal piano amministrativo a quello del contenzioso legale.

In municipio non si aspettavano questa accelerazione: «Il contratto firmato dalle parti parla di un impegno fino al 2026 – rivela l’assessore Stefano Fattor – e c’erano tutte le condizioni per proseguire». Secondo l’assessore, questo ritiro unilaterale di una delle parti potrebbe tradursi anche in una richiesta danni da parte della proprietà stessa. Resta la cronaca: uno dei ritrovi più frequentati del centro storico, lo snodo delle passeggiate, a due passi dai Prati del Talvera, approdo dei molti che provengono dalla “città” o vi si vogliono recare, è adesso alla ricerca di un altro futuro possibile. Il presente sono le porte sbarrate.

Certo, non c’erano buone sensazioni. Partendo dalla polemica innescata dal gestore intorno all’eventualità di dover cambiare i propri ombrelloni per uniformarsi al protocolli estetici e coloristici indicati dal Comune su consiglio della Sovrintendenza: «Non ce la faccio a sostenere questa spesa» aveva detto Di Muccio. «In realtà – replicano dagli uffici – non gli era stato posta alcuna scadenza. Soltanto avvertire che, nel caso si fosse deciso di acquistarne altri, questi nuovi avrebbero dovuto essere coerenti con quanto deciso per il centro».

Conferma Stefano Fattor: «Nessun ultimatum, Theiner avrebbe potuto tenersi i vecchi ombrelloni, senza un termine. Forse – azzarda un’ipotesi Fattor – saranno sorti problemi personali che hanno spinto il gestore a questa decisione». L’ex titolare a luglio scorso sull’Alto Adige aveva parlato così: «Quattromila euro di affitto al mese, fra locale e laboratorio, migliaia di euro di energia elettrica, più l’occupazione suolo pubblico, i dipendenti da pagare, i turisti che non vanno oltre via Museo, l’incertezza sul futuro, furti con scasso a raffica. Abbiamo dato la disdetta per fine novembre». Ed adesso effettivamente il bar è chiuso. La vicenda del locale entra nella cornice di continue difficoltà di tenere insieme un patrimonio ricco di storia insieme con la loro gestione in questi tempi complicati. Così che, a proposito di questi locali di proprietà municipale, si passa da Theiner ai problemi – appena risolti – del Domino, dall’ancora non definita situazione dell’ex Assenzio ed ex Bistrò Seltz sotto i Portici, al ristorante bar del Lido, tra bandi riscritti e difficoltà nell’individuare forze imprenditoriali in grado di impegnarsi in un settore in cui la concorrenza è sempre più fitta. P.CA.

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