La Cina mostra ancora elementi di deflazione: a settembre i prezzi al consumo restano a sorpresa invariati su base annua, a fronte di stime degli analisti su un rialzo dello 0,2% a rafforzare il trend di ripresa di agosto (+0,1%). Mentre su base mensile, riferisce l’Ufficio nazionale di statistica, c’è un aumento dello 0,2%.

Sui prezzi alla produzione, il calo è del 2,5% annuo (su previsioni di -2,4% e sul dato di -3% di agosto), pari alla dodicesima contrazione consecutiva, ma la più bassa da marzo nel mezzo delle misure governative per sostenere i consumi. Dal dato congiunturale emerge la crescita dello 0,4% (+0,2% ad agosto).

La Cina ha registrato a settembre un surplus commerciale di 77,71 miliardi di dollari (era di 82,72 nello stesso mese del 2022), in rialzo sui 68,36 miliardi di agosto e meglio delle attese degli analisti di 70 miliardi, ma in un contesto economico incerto. L’export, secondo le Dogane cinese, ha avuto infatti un calo del 6,2% (da -8,8% di agosto), meglio del -7,6% stimato alla vigilia, segnando la quinta flessione mensile di fila per la debolezza della domanda globale. In contrazione anche l’import, per il settimo mese consecutivo: -6,.2%, da -7,3% di agosto e contro il -6% atteso dai mercati, con l’instabilità dei consumi interni.

 

   

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