BOLZANO. «Mi piacerebbe poter dire di sì a tutti. Aiutare, dare una mano. Ma non ce la facciamo. In città c’è un’impennata di richieste. Al momento abbiamo più di 300 persone in lista d’attesa. E i numeri continuano a salire».

Liliana Di Fede, direttrice dell’Azienda servizi sociali, spiega che le questioni sono due: mancano letti e manca personale.

Questione ribadita con forza dall’assessore al sociale Juri Andriollo: «Il personale? Lo recuperiamo con estrema fatica. E non basta mai».

Di pochi giorni fa la storia pubblicata sull’Alto Adige di una figlia disperata perchè la casa di riposo non ricovera la madre: «Ha l’Alzheimer all’ultimo stadio le hanno dato 3 mesi di vita. É prima in graduatoria a Villa Europa da giugno ma non la chiamano, al momento è in clinica ma il 27 torna a casa. Come facciamo ad assisterla 24 ore su 24?».

Di Fede dice di avere a che fare tutti i giorni – purtroppo – con casi che sembrano ogni volta sempre uguali.

Ma cosa succede?

«Quello che sappiamo. La popolazione vive sempre di più, continua ad invecchiare ed ha per forza di cose bisogno di assistenza. Le case sono più piccole, difficile farci stare anche la badante. Quasi ogni giorno veniamo contattati da famiglie di anziani che vivono in alloggi composti da camera, soggiorno e angolo cottura. Che non hanno posto per la badante. Tante volte chiediamo ai figli se magari la signora può dormire a casa loro e la risposta è sempre la stessa “già stiamo stretti noi che siamo in quattro, una persona in più dive la mattiamo”». Situazioni al limite che vanno per forza di cosa ad allungare le liste.

Ricoveri brevi, il disagio.

E ci sono problemi anche sui ricoveri brevi per gli anziani.

La Provincia – assessorato di Waltraud Deeg – ha da poco presentato una nuova piattaforma online, attiva da settembre, che permette di prenotare i posti per quattro settimane, che a quanto pare in troppi casi non offre risposte.

«In Alto Adige – dice la Provincia – secondo i dati raccolti a fine 2022, sono 15.000 le persone considerate bisognose di assistenza. Tre quarti di loro, cioè 11.000, e si tratta soprattutto di anziani, vengono assistiti a domicilio e familiari o badanti hanno bisogno di una pausa. E la piattaforma ricoveri brevi, dà loro una mano».

«L’11 settembre – scrive una lettrice – ho inviato una richiesta per mio padre all’indirizzo www.provincia.bz.it/ricoverotemporaneo. Mi hanno risposto spiegandomi che entro tre giorni lavorativi il personale della casa di riposo Don Bosco mi avrebbe contattato e fatto sapere, ma non ho più sentito nessuno. La mia sensazione è che si tratti di una presa in giro in situazioni di emergenza. Sono a conoscenza delle difficoltà che fanno le strutture per mancanza di personale e non voglio condannare nessuno, ritengo comunque che la Provincia o chi per essa non debba dare false informazioni con dettagli che vengono disattesi».

Liliana Di Fede spiega che il sistema funziona ma se non ci sono posti disponibili la risposta, purtroppo, non può essere fornita.

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