BOLZANO.  Dopo l’ultimo grave episodio accaduto in via Rasmo martedì sera, quando una venticinquenne è stata aggredita e derubata da una banda di quattro giovani, tra gli abitanti del rione Casanova cresce il senso di insicurezza. Nei tavoli del bar di piazzetta Anita Pichler si parla del fattaccio, appreso con il passaparola o attraverso le notizie, ma nell’aria non c’è stupore, bensì una timorosa rassegnazione. «Ormai viviamo come pecore in mezzo ai lupi», racconta uno dei residenti, «Peccato che i lupi spesso siano ragazzini di 16, 14 o addirittura 13 anni».

Si sfogano nei racconti di episodi, che vanno dalle semplici, anche se fastidiose, “ragazzate”, il petardo, oppure il vandalismo, alle vere e proprie violenze fisiche e psicologiche. Nessuno però vuole apparire, troppa la paura di ripercussioni proprio lì, tra le famiglie del quartiere dove abitano. «Ormai è pericoloso anche intervenire in difesa di qualcuno», spiega, «Se ti inquadrano è la fine, basta che li incontri in gruppo e possono farti davvero male. Non hanno paura delle conseguenze, visto che la maggior parte sono minorenni».

Il racconto prosegue con episodi avvenuti di recente, «ormai all’ordine del giorno», convengono le persone del quartiere. «Poche settimane fa un uomo che si era vestito da babbo Natale, è stato insultato in piazza davanti ai bambini e preso a calci, con alcuni giovani che assistevano alla scena e filmavano. Danno fuoco ai bidoni, lanciano sassi e san pietrini, non so quanti video abbiamo mandato al Comune perché togliessero le campane che tanto finiscono distrutte da petardi o altro».

A detta degli abitanti accadono spesso anche furti, soprattutto a danno dei supermercati del quartiere costretti tutti ad attrezzarsi con addetti alla sicurezza. È capitato che anche loro fossero «insultati ed aggrediti». «È davvero un peccato, perché Casanova sarebbe un bellissimo quartiere», proseguono i residenti, «C’è tutto: supermercati, farmacie, luoghi di aggregazione. C’è una bel panorama, le case sono nuove, però manca la sicurezza, e la libertà di girare in tutti i punti senza avere paura, o senza essere aggrediti, come è successo a questa povera ragazza». Anche il consigliere di circoscrizione Ubaldo Bacchiega esprime solidarietà e vicinanza alla vittima: «Episodi di questo tipo sono inconcepibili, una ragazza non può avere paura a rincasare da sola. Al prossimo consiglio di quartiere proporrò di aumentare la video sorveglianza».

La guerriglia di Capodanno

A intervenire sulla situazione del quartiere anche un pensionato che vive a Casanova da 40 anni. «Sarà che prima facevo solo casa/lavoro, e sono pochi gli anni in cui ho vissuto di più il rione, ma qui sembrano tutti impazziti», lo sfogo. In particolare racconta la notte di Capodanno, quando ha sentito un «boato assurdo», che ha dato inizio a ciò che non si trattiene dal definire una vera e propria «guerriglia». «Il giorno dopo nel parco c’erano estintori abbandonati, usati da questi vandali per sparare contro le case e le macchine. Parlando con le persone del quartiere ho scoperto che erano stati rubati da un condominio», racconta e conclude, «Queste bande sono un grande problema, io stesso ormai ho paura a girare con il portafoglio per timore di essere derubato tra le vie. In qualche modo bisogna intervenire».

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