Il 19 e il 20 ottobre 2023 l’Università degli Studi di Milano sarà il palcoscenico di un esperimento di democrazia diretta. Si terrà infatti la prima assemblea civica dedicata alla genitorialità sociale, un evento che promette di mettere al centro del dibattito pubblico i cittadini stessi. Questo evento, ispirato alla Convention citoyenne pour le climat che si è tenuta in Francia nel 2019 in risposta alle proteste dei gilets jaunes, consentirà ai partecipanti di condividere le proprie opinioni, ascoltare esperti e contribuire alla formulazione di raccomandazioni e proposte che indirizzino il dibattito pubblico.

In questo esperimento, fortemente voluto dall’Associazione Luca Coscioni per le libertà di ricerca scientifica – Aps, a dialogare tra di loro non saranno politici eletti o esperti di professione, ma cittadini comuni estratti a sorte. Perché al cuore dell’iniziativa c’è la volontà di dare voce alle persone che compongono la società, offrendo loro l’opportunità di discutere questioni di grande rilevanza sociale, insieme a esperti del settore, come adozioni, fecondazione assistita, gravidanza “per altri”, aborto e fine vita. Come ha spiegato a Wired Marco Cappato, tesoriere dell’associazione Luca Coscioni “ci sono dei temi di una complessità e di una delicatezza enorme, drammi spesso vissuti nell’intimità delle persone che non riescono ad agganciarsi al dibattito pubblico. Troppo spesso la società è una cosa e la politica un’altra”.

L’evento, patrocinato dall’Università degli studi di Milano, sarà finanziato dall’Unione europea e organizzato in collaborazione con Eumans, il movimento paneuropeo impegnato nell’innovazione della democrazia. L’assemblea civica ambisce a includere nel dibattito persone di varia estrazione, scegliendo i partecipanti in base a criteri come età, genere, residenza, etnia e altro ancora. L’obiettivo è quello di avere un gruppo che sia il più simile possibile alla società in generale, come fosse una sua piccola rappresentazione. Durante la giornata del 20 ottobre, i 50 partecipanti estratti a sorte lavoreranno in gruppi su argomenti specifici, come la fecondazione assistita o le adozioni. Per rendere l’esperienza migliore, i partecipanti riceveranno documenti e video informativi prima dell’evento, con spiegazioni da parte di esperti o persone interessate. E saranno guidati dai facilitatori, persone con esperienza nella moderazione di discussioni e lavori di gruppo. Il loro compito è assicurare che tutti abbiano la possibilità di parlare e che non ci siano discriminazioni.

Dopo le discussioni nei gruppi, verranno redatte le raccomandazioni. Queste saranno discusse in un incontro generale, dove potranno essere modificate e poi votate. Le raccomandazioni elaborate saranno rese disponibili online per un voto pubblico tramite una piattaforma digitale. I risultati del voto, insieme a commenti e statistiche, saranno pubblicati sulla stessa piattaforma. “La prima cosa che succede in un’assemblea dei cittadini ben organizzata è che vengono isolati gli estremi, il contrario di quello che succede oggi sui social network”, sostiene Cappato.

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