Protagonista con l’Albissola, la scelta consapevole della gavetta per migliorarsi, gli infortuni. Il lungo cammino del un classe 2000 fino al gol al Verona con la squadra del cuore

Giovanni Albanese

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GiovaAlbanese

– torino

Il suo primo gol tra i grandi l’aveva fatto cinque anni fa, in Serie D: 16 settembre 2018. Andrea Cambiaso, cresciuto nel vivaio del Genoa fino alla Primavera, cominciava a farsi le ossa tra i dilettanti già dall’anno prima all’Albissola. In quella circostanza festeggiò al meglio il debutto stagionale nel Savona di Alessandro Grandoni: entrando in campo a inizio ripresa, sbloccò il match dopo quattro minuti, indirizzando il successo contro il Borgaro di Felice Russo (la figlia, Federica, in quel momento era tra i portieri della Juventus Women). Si giocava al Valerio Bacigalupo di Savona, tanto caro a Cristiano Giuntoli che ci ha giocato per tanti anni da calciatore (nella stagione 2000-2001 e ancora tra il 2005 e il 2008). Mentre Borgaro è un piccolo comune della prima cintura di Torino, a pochi chilometri dall’Allianz Stadium che proprio Cambiaso ha trasformato in una bolgia dopo la sua rete decisiva al Verona. 

percorso

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Altre due volte l’esterno mancino aveva fatto gol in questi anni: sempre in Serie D nel Savona (contro la Lavagnese di Luca Tabbiani, il 7 aprile 2019, giocando stavolta da mezzala) e poi in Serie A con la maglia del Genoa, il 29 agosto 2021, contro il primo Napoli targato Giuntoli-Spalletti. In mezzo c’è davvero tanta gavetta che Andrea ha fatto sempre alla ricerca dell’equilibrio e con tanto impegno. Dal Savona in D passò all’Alessandria, in C: e l’ultima partita della stagione 2019-2020 la giocò contro la Juventus Next Gen. Sul suo lato doveva vedersela con Di Pardo (ora al Cagliari) ma la sua gara durò solo 22 minuti, causa un brutto infortunio. Dopo il lockdown, lo riprese il Genoa, ma fu l’Empoli a dargli un’opportunità tra i cadetti: tanta panchina e davvero pochi minuti in campo da protagonista. Tra i 9 gettoni di presenza accumulati, Alessio Dionisi gli diede una sola opportunità dal primo minuto.

scelta

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Negli ultimi anni al Genoa e al Bologna è cresciuto sicuramente tanto, ma non va perso di vista neanche adesso – nel momento di euforia – che il ragazzo deve ancora migliorare tanto. È un classe 2000 con oltre 60 presenze in massima serie, ma il suo è stato un percorso spesso rallentato da una serie di varianti che non gli hanno consentito di trovare continuità e consolidarsi. Sul potenziale è evidente che ci abbia visto bene la Juve: quella di Cambiaso è stata soprattutto una scommessa di Giovanni Manna, sempre attento alle categorie inferiori e sulle tracce del giocatore da un pezzo. Andrea tra l’altro è juventino, per lui la scelta ai primi interessi delle grandi squadre è stata piuttosto semplice. Ma ha mostrato anche maturità, l’estate scorsa, nel comprendere come non fosse ancora pronto per rimanere a Torino. Così, dopo un colloquio con Allegri, ha accettato di buon grado il prestito al Bologna. 

titolare

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L’esterno mancino nel frattempo si è fatto apprezzare in chiave azzurra, in Under 21, e ha convinto tutti l’estate scorsa. Allegri al termine della tournée negli Stati Uniti gli ha comunicato che lo avrebbe tenuto alla Continassa, per lui un altro passo in avanti ma nessun disequilibrio: il classe 2000 in questi mesi si è fatto apprezzare per il senso della misura nel suo contribuito, in campo e fuori, dando la concreta percezione di poter diventare un riferimento futuro della squadra. “Questa maglia ha certamente un peso specifico diverso rispetto alle altre, senza nulla togliere alle squadre in cui ho giocato – ha detto l’estate scorsa -. La Juventus è una grande società, mi sento orgoglioso e voglio dare il meglio per restare qui più tempo possibile”. L’esterno – che crede di essere “arrivato a Torino nel momento giusto della mia carriera” – è sempre più dentro le rotazioni da titolare, con piena fiducia del tecnico. 

prospettiva

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La prima rete con la Juve Cambiaso l’avrebbe comunque ricordata per sempre. Ma quella messa a segno contro il Verona, obiettivamente, è una marcatura speciale, che può cambiare la storia dell’intera stagione e offre già l’opportunità di percepire alcuni segnali di cambiamento nel gruppo: la Juve – giovane e che deve ancora lavorare tanto in prospettiva – è rimasta lucida fino all’ultimo, alla ricerca del gol. E proprio Cambiaso, nel farsi trovare pronto nell’attimo in cui la porta sembrava stregata ancora una volta, ha mostrato quella cattiveria agonistica che può raccontare molto della squadra che sta nascendo. Le reti al fotofinish in altre circostanze hanno fatto scattare il semaforo verde per dare il via a scalate importanti: lo sa bene Allegri che ha concesso due giorni di riposo per ripristinare la “calma” già dalla ripresa degli allenamenti. Andrea proverà a riprendersi la maglia da titolare.



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