BOLZANO. All’interno del garage sequestrato a Don Bosco, utilizzato come luogo di stoccaggio, taglio e confezionamento della droga, oltre ai due chili di cocaina, è stata trovata una macchina conta soldi. «Questo dà chiaramente l’idea del flusso di denaro che circola in Alto Adige attraverso il traffico di sostanze stupefacenti», sottolinea il dirigente della Squadra mobile di Bolzano Giuseppe Tricarico. L’operazione di contrasto allo spaccio internazionale, condotta dalla guardia di finanza di Trento e dalla questura di Bolzano, conclusasi mercoledì, ha portato al sequestro di circa sessanta chili di sostanze tra marjuana, cocaina e hashish. In Alto Adige sono stati confiscati sei chili di cocaina e 80 mila euro in contanti, anche se il potenziale profitto supererebbe i 4 milioni di euro. «Un’offerta che deriva da un’elevata domanda a livello locale», sottolinea Tricarico, «La ricchezza del territorio è sicuramente un fattore che influisce anche sul mercato della droga». Discorso che vale in particolare quando si parla di una tra le sostanze più costose presenti sul mercato, la cocaina: Bolzano è nella lista delle città con più alto consumo a livello europeo. Il costo si aggira intorno agli 80/100 euro a dose e, secondo uno studio del centro europeo per il monitoraggio delle droghe, 392 milligrammi è il consumo di cocaina ogni mille abitanti nel capoluogo. A livello locale, secondo gli investigatori, la “polvere bianca” sarebbe in mano in particolare a gruppi criminali composti da membri di nazionalità albanese.

I clan

«A Bolzano i vari gruppi si dividono per tipologia di sostanza», prosegue Tricarico, «Di questo risentono anche i luoghi di spaccio: l’eroina viene distribuita nella zona stazione, perché è più appannaggio dei clan nigeriani. Di recente, all’ex tendopoli abbiamo sequestrato una decina di ovuli di eroina pronti per essere venduti. Un grave problema dell’ultimo periodo riguarda anche l’hashish, sostanza nelle mani soprattutto di gruppi di origine marocchina. Se fino a qualche anno fa il principio attivo si aggirava intorno al 10%, oggi non è raro che oggi arrivi al 35/40%». A differenza di altre città italiane, lo spaccio a Bolzano è frammentato. Come luoghi principe troviamo la stazione e il retro del teatro comunale, ma le recenti indagini della questura hanno evidenziato quanto il mercato della droga si sposti spesso su tutto il territorio cittadino. Questo rende molto difficile l’attività di contrasto. «Servono operazioni continue», sottolinea Tricarico, «sia su larga scala, come l’ultima che ha richiesto anni di indagine, sia quotidiane, che vadano nelle piazze a cogliere gli spacciatori in flagranza di reato. Ricordo comunque che spesso lo spaccio più pericoloso è quello che non si vede». M.A.

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