“Dopo l’infamia, l’ipocrisia”. L’adunata fascista per ricordare le vittime della strage di Acca Larentia divide la destra. Di fronte ai saluti romani delle centinaia di persone sul luogo dell’agguato, il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, ha preso le distanze: “Sono persone di varia provenienza, cani sciolti, organizzazioni extraparlamentari. Non hanno niente a che vedere con FdI”.

La sua presa di posizione, però, non è piaciuta al Blocco studentesco, che sui propri canali Telegram hanno condiviso lo screenshot di un articolo di Repubblica, evidenziando le parole di Rampelli. L’immagine è accompagnata da parole eloquenti, che non hanno bisogno di spiegazioni: “Dopo l’infamia, l’ipocrisia”.

La sezione romana del Blocco studentesco, l’ala giovanile di Casapound, è stata una delle formazioni che ha organizzato la commemorazione pomeridiana. Un appuntamento simbolico per la destra di tutta Italia, che ogni anno si ritrova di fronte alla sede dell’ex Msi per ricordare i propri martiri.

Per un giorno le divisioni vengono messe da parte, così i simboli di partito. Per questo l’imbarazzo con cui gli esponenti di governo di Fratelli d’Italia cercano di sfilarsi dalle polemiche viene visto come un vero e proprio tradimento dalle formazioni di estrema destra. In ballo ci sono i valori comuni, quelli della tradizione dell’Msi, ma soprattutto la militanza.

Quando nel 2009 Giorgia Meloni da ministero della Gioventù si recò sul luogo della strage, ad accompagnarla c’era uno dei protagonisti dell’estrema destra romana, Giuliano Castellino, ex leader di Forza Nuova. Ora che gli eredi dell’Msi si ritrovano a occupare le poltroni più importanti del paese, prendono le distanze da chi non smette di onorare i propri morti.

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