L’estate sta finendo e con lei anche il fenomeno Barbie, pronto a passare a miglior vita cinematografica con un approdo in streaming dopo aver fatto faville al botteghino di tutto il mondo. Come di consueto, film di questa portata generano molta discussione in rete, così come teorie e suggestioni. Persino su un film apparentemente “chiaro” come quello di Greta Gerwig.

Una delle teorie più interessanti emersa in queste settimane riguarda il vero significato di Barbieland, che cosa rappresenta cioè il mondo perfetto dove vive la bambola interpretata da Greta Gerwig e messo a repentaglio dall’idealistico “patriarcato coi cavalli” di Ken. Il concetto alla base sarebbe ispirato addirittura alla filosofia greca, secondo quanto sostenuto da un utente su Reddit e ripreso da diverse testate.

Nel film, Barbieland è una terra accessibile solo tramite un viaggio fantastico che per qualche motivo finisce sulle assolate spiagge della California – benché secondo la scienza in realtà dovrebbe trovarsi dalle parti della Florida. Qui vivono le Barbie e i Ken (e l’Alan) creati dall’immaginazione, dalla collettiva illusione legata all’acquisto del celebre giocattolo. Ci sarebbe però molto di più sotto, un aspetto che vi costringerà a sbloccare ricordi delle superiori e delle prime ore di filosofia.

Secondo la teoria, Barbieland non è solo una realtà alternativa dove Barbie è reale, ma rappresenta in realtà l’Iperuranio platonico, il mondo delle idee situato al di là del cielo. Secondo Platone, le idee sono l’essenza stessa delle cose e risiedono in questa zona raggiungibile solo dall’intelletto, non tangibile dalla realtà terrena. Lo smartphone che tenete in mano per leggere questo articolo potrà pur avere qualche graffio, ma l’idea stessa di smartphone che risiede nell’Iperuranio invece no, è perfetto e immutabile.

Ecco quindi che si spiega come Barbie sia in realtà l’ideale platonico di una donna in carriera, il pacchetto completo e per questo praticamente utopico per la società di oggi. E così è il mondo dove abita: non ci sono cose come l’acqua o il dentificio perché basta il concetto di doccia e l’idea di lavarsi i denti alla bambola e a tutti gli altri. A confermare il collegamento filosofico, c’è il fatto che ogni Barbie rappresenta un tipo diverso di realtà, mentre quella interpretata da Margot Robbie è il nucleo dal quale si originano tutte le altre “varianti”.

La teoria cerca sostanza anche in Ken, sostenendo che il suo lavoro come “Spiaggia” sia perfettamente integrato in questo mondo delle idee, proprio perché tutto qui è intangibile. Il suo mestiere è il concetto stesso di spiaggia, così come la sua identità è il concetto stesso di Ken. Ma questo cosa comporta per il risultato del film? Spiega per esempio come mai Barbieland è in grado di avere un effetto concreto nel mondo reale: quando nel mondo delle idee Ken costruisce la sua Mojo Dojo Casa House, ecco che subito la Mattel ne ha migliaia in produzione. Questo perché il rapporto tra iperuranio e mondo delle cose si esprime tramite mimesi (gli oggetti sono copie delle idee), metessi (le cose partecipano all’esistenza delle idee), parusia (le idee rappresentano l’essenza delle cose) e aitia (le idee sono causa delle cose).

L’indizio principale che questa sia la lettura giusta da dare al film, che secondo la teoria è sempre stato sotto gli occhi di tutti, sta però nel rapporto stesso tra Barbie e Ken: sono “fidanzati” sì, ma senza aver bisogno di avere rapporti intimi o carnali. E come si chiama di solito questo tipo di relazione nel “mondo reale”? Una relazione platonica, appunto. 

Cosa ne pensate di questa teoria? Diteci come sempre la vostra nei commenti.

Leggi anche: Barbie: Margot Robbie svela la teoria più folle che ha sentito sul film di Greta Gerwig

Foto: Warner Bros.

Fonte: Reddit (via Inverse)

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