La parola “impazienti” con cui il neoeletto presidente della Consulta, Augusto Barbera, aveva definito le donne durante il suo discorso di insediamento di martedì scorso ha dato il via ad una serie di polemiche sul web e social.

Così oggi il giurista ha voluto replicare alle accuse, spiegando il senso delle sue parole.

“Non mi sognerei mai di pensare che l’impazienza di reclamare un diritto possa in qualche modo avere un’accezione negativa – ha detto -. Al contrario, le donne hanno tutto il diritto di essere impazienti, ed è questo che ho affermato nella conferenza stampa, sottolineando al contempo che, anche grazie alla Corte costituzionale, si è profuso il massimo impegno per raggiungere un giorno l’obiettivo, purtroppo ancora lontano, della piena parità dei generi. Mi auguro che da questo percorso, intrapreso molti anni fa, si continui a trarre alimento per le lotte che riguardano tutti noi”.

A scatenare le polemiche online era stata una parte del discorso del presidente che, parlando dei diritti delle donne, si era rivolto alle “molte donne impazienti” – così le aveva definite – spiegando che “nell’auspicare nuovi traguardi non bisogna dimenticare quelli che sono stati i progressi fatti”, dall’adulterio femminile al diritto d’onore. “Non bisogna dimenticare tutto ciò che è stato fatto – aveva ribadito -. Da quello che è stato fatto si ha la possibilità di avere ulteriori progressi, ma sapendo che la strada è importante con tempi che vanno rispettati”.

Un discorso che, nelle ultime 48 ore, è rimbalzato sui social network, dando vita ad attacchi nei confronti del neo-presidente. “Forse Barbera ha esagerato con il Barbera”, si legge su X, dove è stato lanciato l’hashtag #impazienti. “Vorremmo solo sopravvivere ai partner violenti e non disturbare troppo”, scrive Rossella. “Già ci hanno tolto il reato di adulterio che altro vogliamo? – domanda ironicamente un’altra utente -. Manco abbiamo ringraziato per il diritto di voto del 1948.E ma siamo impazienti noi”. E, proprio per replicare alle polemiche, Barbera oggi ha voluto precisare l’intento del suo discorso che – stando alle sue parole – sarebbe stato mal interpretato. “Le donne – ha ribadito l’ex parlamentare di Pci e Pds – hanno tutto il diritto di essere impazienti” con l’auspicio che l’impegno profuso dalla Corte Costituzionale possa contribuire a fornire “alimento per le lotte che riguardano tutti noi” per la “piena parità dei generi”.

   

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