Lo stesso principio vale per le pompe di calore delle auto elettriche. Un’auto con un motore a combustione interna brucia benzina per alimentare il veicolo, ma così facendo produce anche una grande quantità di calore di scarto che viene poi pompato nell’abitacolo. Secondo i dati federali statunitensi, i veicoli elettrici sono molto più efficienti: più di tre quarti della loro elettricità viene utilizzata per muovere le ruote. Questo però significa anche che c’è minore dispersione di calore per riscaldare i passeggeri. Con una pompa di calore, il veicolo può però estrarre il calore dall’aria esterna anche quanto il freddo è pungente, in modo da riscaldare l’abitacolo e persino la batteria aumentando l’efficienza.

I progressi nel settore

Nelle vecchie generazioni di auto elettriche normalmente il riscaldamento si basava su un sistema a resistenza elettrica, concettualmente simile a quello che fa funzionare un bollitore elettrico o una stufa da parete. Le pompe di calore di solito faticavano a estrarre il calore dall’aria particolarmente fredda. Ma i recenti progressi della tecnologia nel settore – dai compressori a velocità variabile ai sistemi di refrigerazione più sofisticati – hanno aumentato sensibilmente l’efficienza della nuova generazione di pompe di calore, che ora sono in grado di riscaldare una casa o un veicolo elettrico anche quando l’aria esterna è gelida. Anche se non ci sono molte ricerche in questo ambito, alcuni studi suggeriscono che le pompe di calore possono aiutare i veicoli elettrici a recuperare tra il 3 e il 15% dell’autonomia persa quando fa freddo, fino a un massimo di circa 80 chilometri.

Nonostante i miglioramenti, il freddo intenso continua però a non essere amico delle pompe di calore. “L’efficienza diminuisce se si raggiungono temperature molto basse“, spiega Jan Rosenow del Regulatory Assistance Project, una ong che si occupa di politiche energetiche. Ma rispetto al sistema a resistenza, “la pompa di calore riduce il fabbisogno di energia per il riscaldamento in modo abbastanza significativo, forse di due terzi circa, a seconda della temperatura esterna e dell’efficienza”, continua Rosenow.

Alcuni modelli elettrici abbinano una pompa di calore a sistema a resistenza, in modo da portare l’aria all’interno dell’auto a una temperatura tale da consentire al dispositivo di entrare in funzione. Oltre all’aria intorno all’auto, la pompa di calore di Tesla attinge da 16 fonti diverse, compreso il motore della ventola e il computer di bordo di Autopilot, recuperando tutto il calore di scarto possibile. “È una cosa piuttosto innovativa“, commenta Kelly. La casa automobilistica di Elon Musk punta molto sulle pompe di calore, tanto da consigliare di usarle anche “in ambito residenziale, commerciale e industriale” nel piano aziendale per eliminare i combustibili fossili .

In generale, ci sono alcuni accorgimenti che i proprietari di veicoli elettrici possono adottare per mantenere l’efficienza delle batterie anche nei periodi di freddo più intensi. Chi ha accesso a un caricabatterie a casa, al lavoro o a scuola, dovrebbe collegare la propria auto alla corrente ogni volta che è possibile per mantenere la batteria in condizioni migliori, oltre che per ricaricarla più velocemente. Ma è bene anche informarsi sulle funzioni di ricarica del proprio modello: molte auto sono infatti dotate di una modalità di “precondizionamento, che aiuta a preparare la batteria per la carica in modo che il veicolo possa iniziare ad aspirare elettricità in modo più efficiente una volta collegato a un caricabatterie. Gli automobilisti, infine, possono fare pressioni affinché venga installato un maggior numero di colonnine di ricarica pubbliche, per minimizzare il rischio di trovarsi senza posti dove fare rifornimento anche in inverno.

Questo articolo è apparso originariamente su Wired US.

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