Jannik Sinner ha battuto 6-4 6-2 Jan-Lennard Struff negli ottavi del torneo Atp di Montecarlo

 

La giornata di ieri:

Sinner-show al Masters 1000 di Montecarlo: al suo esordio nel torneo del Principato e sulla terra rossa, l’altoatesino liquida in poco più di un’ora e dieci minuti con un perentorio 6-1 6-2 lo statunitense Sebastian Korda e stacca il pass per gli ottavi di finale, ma soprattutto dimostra – vincendo il 23/o match su 24 disputati – di non temere nemmeno la terra, dopo aver dominato sul cemento.

Il mercoledì monegasco sorride all’Italia con Lorenzo Sonego, ripescato al posto di Carlos Alcaraz, che vince contro il canadese Felix Auger-Aliassime in due set, con il punteggio di 6-4 7-5 e si qualifica anche lui per gli ottavi di finale.

“Non è stata una partita facile, nonostante il punteggio – ha detto Sinner -. Penso che io e ‘Sebi’ abbiamo uno stile di gioco simile: poiché preferiamo entrambi il cemento, non giochiamo come i classici specialisti della terra battuta ma ci piace colpire piuttosto piatto e ne è venuta fuori una partita un po’ diversa. Mi sono mosso abbastanza bene in queste condizioni e sono soddisfatto per questo primo match sulla terra. Il servizio sarà importante nei prossimi turni, speriamo di migliorare le percentuali e soprattutto di utilizzare qualche rotazione. Ogni anno è dura venire qui e fare buone prestazioni, ma sono contento di come ho giocato oggi. Vediamo cosa succederà al prossimo turno”. Al ritorno su terra dopo quasi un anno di assenza, Sinner lascia appena tre game allo statunitense. La rincorsa verso la leadership mondiale di Djokovic comincia nel migliore dei modi per l’altoatesino. Il match contro Korda è un monologo per Sinner: pronti, partenza, via ed il break per l’altoatesino arriva già nel gioco d’avvio del primo set. Korda muove il punteggio (2-1) ma nulla di più perché Sinner imposta i parametri “come dominare anche sulla terra” e prende il largo infilando quattro game di fila (6-1).

Il Sinner-show prosegue nella seconda frazione: Korda recupera da 15-40 ed annulla altre due palle-break nel secondo gioco (1-1) ma per riuscire a portare a casa il punto deve letteralmente tirare sulle righe (meglio ancora sulla parte esterna…). Nel quarto game il break per l’azzurro però arriva perché, per tenere il ritmo di Jannik, il 23enne di Bradenton, Florida, va fuori giri (3-1). Sinner conferma il vantaggio (4-1), Korda prova a restare in scia (4-2) ma l’azzurro ha fretta ed archivia la pratica (6-2) al primo match-point su un diritto lungo dello statunitense.

“Non mi faccio mai problemi su che campo gioco – ha aggiunto Sinner in conferenza stampa – Quando avevo 14 anni e fino ai 18 ho giocato tanto sulla terra. Il mio tennis funziona meglio sul cemento, lo sappiamo, ma posso giocare bene sulla terra. Devo capire meglio come usare bene certi colpi”. Sinner si è detto consapevole che con il suo livello attuale l’adattamento da una superficie a lui più congeniale a quella su cui l’anno scorso ha fatto più fatica è diverso. “Non direi più facile – ha spiegato -. Certamente fisicamente sono cresciuto, e questo aiuta molto sulla terra battuta. Sono arrivato più velocemente al punto dove volevo essere. So quanto lavoro abbiamo fatto per essere a questo punto, e che alcune cose dobbiamo migliorarle. Posso crescere ancora, faccio 23 anni quest’anno, non sono certo arrivato al mio massimo”.

Lorenzo Sonego, ripescato al posto di Carlos Alcaraz per scendere in campo nel secondo turno contro il canadese Felix Auger-Aliassime, ha ottenuto il pass per gli ottavi grazie a una vittoria arrivata in due set col punteggio di 6-4 7-5 e affronterà il francese Ugo Humbert (che ha superato il cinese Zhang 6-1 6-4). Sei match point sono serviti per aggiudicarsi un match che avrebbe potuto concludersi alla quinta occasione utile per il piemontese, il cui urlo di gioia è stato invece soffocato da una chiamata arbitrale per un doppio fallo che si pensava potesse alterare l’inerzia di un match il cui esito invece è stato differito solo di pochi minuti.

“Ho vinto due volte – ha sottolineato il torinese – perché su uno dei match-point pensavo proprio di averla chiusa, e invece l’arbitro mi ha chiamato il doppio fallo. Mi sono riconcentrato e sono stato bravo a non farmi condizionare, anche se le emozioni si facevano sentire. Ho giocato piuttosto bene, malgrado qualche errore di diritto che però ci stava, considerando che cercavo il punto. Fin da bambino mi piaceva il gioco, stavo in campo per ore. Su questo forse dovrei lavorare: lottare meno e arrivare a vincere più in fretta sarebbe comodo, a volte. Qui a Montecarlo nelle qualificazioni ho cercato di dare tutto, ma non è bastato per qualificarmi. Poi sono entrato comunque, e adesso chissà. Sono quei momenti che a volte possono cambiare tutto… Un po’ di fortuna sì, ma poi bisogna meritarsela: quando sei positivo le occasioni capitano”.

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