Ma ecco la storia: al centro della narrazione, un gruppetto di ragazze, amiche, anzi quasi sorelle, perché cresciute insieme fin da piccole, anche se diverse per temperamento. Fra di loro, Lucia (Carlotta Gamba) è la più ribelle ma anche la più ingenua, visto che si fa abbindolare da un giovane di buona famiglia che le promette di sposarla e di far uscire dall’istituto lei e le sue amiche. Come prevedibile sparirà. Al suo posto arriverà una lettera di addio e di scuse che le viene consegnata da Romeo, un lavorante all’interno del collegio (Elio delle Storie tese).

Il ruolo dell’outsider tocca invece a Teresa (Galatéa Bellugi), una ragazza impiegata come domestica nell’istituto e costretta a farsi passare per muta da Perlina, il sacerdote e maestro di musica del collegio (La ragione la si comprenderà verso la fine del film).

Un ruolo antipaticissimo quello di Perlina che la Vicario ha assegnato a Paolo Rossi, l’unico interprete maschile del film, tolto il cameo di Elio e pochi altri personaggi di contorno. A lui verrà chiesto di comporre musiche originali per un concerto in onore di Pio VII, un compito al di là delle sue possibilità perché da tempo la sua vena creativa si è definitivamente prosciugata. Al contrario di quella delle sue allieve e di Teresa che, dopo aver scoperto la presenza di un prototipo di pianoforte gettato in uno scantinato, si ritrovano tutte le notti di nascosto a comporre e suonare.

Gloria! è un esperimento interessante, senza dubbio un film diverso da quelli prodotti di recente dall’industria cinematografica italiana e che si discosta anche da tutte le opere prime uscite negli ultimi anni.

Se ha un difetto è proprio un pizzico di ingenuità. In certi dialoghi, nella costruzione delle backstory delle protagoniste, nella contrapposizione eccessivamente netta tra buoni e cattivi e nella scelta di un finale che non vi raccontiamo, ma che esagera un po’ troppo.

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