14:43

Hamas, ‘il bilancio dei morti a Gaza è salito a 18.787’

Il ministero della Sanità della Striscia di Gaza, gestito da Hamas, ha affermato che il bilancio delle vittime della guerra tra Israele e Hamas nell’enclave palestinese è salito ad almeno 18.787. Secondo il ministero, nel conflitto sono rimaste ferite 50.897 persone. 

14:28

Membri dello staff di Biden a una veglia per Gaza, chiedono tregua

Cresce il dissenso all’interno dell’amministrazione Biden per il suo sostegno incondizionato a Israele: ieri sera un gruppo di membri del suo staff ha partecipato ad una veglia per Gaza davanti alla Casa Bianca chiedendo il cessate il fuoco. “Il tuo staff chiede il cessate il fuoco”, recitava uno dei cartelli dei manifestanti.

14:00

Wafa, ’11 palestinesi uccisi in 3 giorni a Jenin’

Il ministero della Salute palestinese, citato dalla Wafa, ha dichiarato che le forze israeliane a Jenin hanno ucciso un ragazzo di 17 anni, identificato come Mousa Ahmad Khatib, con un colpo al petto. Secondo l’agenzia, l’adolescente è l’undicesimo palestinese ad essere ucciso dai soldati israeliani in tre giorni consecutivi di operazioni a Jenin.

13:58

Gli Hezbollah rivendicano due attacchi contro Israele

Gli Hezbollah libanesi hanno rivendicato stamani due attacchi contro postazioni dell’esercito israeliano in Alta Galilea. Secondo due distinti comunicati diffusi dalla tv al Manar del Partito di Dio, gli attacchi hanno preso di mira le caserme di Shomera e Yiftah, rispettivamente nel settore occidentale e orientale della linea di demarcazione tra i due Paesi.

13:57

Intensi bombardamenti di Israele nel sud del Libano

L’aviazione e l’artiglieria israeliana hanno bombardato con insistenza località nel sud del Libano a ridosso della linea del fronte tra Hezbollah e lo Stato ebraico. Secondo media e testimoni locali in Libano a essere colpite sono state le località di Aitarun, Jebbine, Khiam, Blida, Mays al Jabal, Awida. A Jebbine una moschea è stata colpita da un bombardamento di Israele causando ingenti danni, secondo quanto testimoniano alcune immagini mostrate da media libanesi.

12:50

A Jenin militari pregano in ebraico dal minareto di una moschea

Due militari israeliani impegnati da giorni in una vasta ‘operazione anti-terrorismo’ a Jenin (Cisgiordania settentrionale) sono entrati in una moschea e con il microfono del muezzin hanno rilanciato dal suo minareto una preghiera in ebraico. Il video, messo in rete in apparenza da un battaglione riservisti, è stato rilanciato oggi da diversi siti di informazione. Oltre alla preghiera i militari – che sono entrati nella moschea in completa divisa da combattimento – hanno anche avvertito in arabo la popolazione che Israele ”non è disposta a tollerare oltre la presenza di terroristi in città”.

12:39

‘Arrestati oltre 70 di Hamas usciti da ospedale Gaza City’

L’esercito e le forze di sicurezza israeliane hanno arrestato “più di 70 operativi terroristi” di Hamas, “usciti con le armi in mano” dall’ospedale ‘Kamal Adwan’ di Gaza City. Lo ha annunciato il portavoce militare riferendosi ad un’operazione condotta nell’area dell’ospedale. Durante questa attività – ha spiegato – “i soldati hanno localizzato un edificio usato da operativi terroristi di Hamas e anche armi all’interno”. Durante la stessa operazione – di cui l’esercito ha fornito foto – sono stati “uccisi numerosi terroristi”.

12:35

L’esercito offre una taglia su quattro leader di Hamas a Gaza

L’esercito israeliano ha distribuito oggi a Gaza volantini in arabo in cui offre compensi a chi fornisca informazioni utili a localizzare quattro dirigenti locali di Hamas. Lo ha riferito la radio militare. Il compenso promesso riguardo informazioni sul nascondiglio del leader Yihia Sinwar è di 400 mila dollari e per suo fratello Muhammad Sinwar è di 300 mila dollari. Per il comandante militare di Khan Yunis, Rafa Salameh, sono offerti 200 mila dollari e 100 mila dollari per Mohammed Deif, il comandante dell’ala militare di Hamas. ”La confidenzialità è assicurata”, dice l’esercito, che pubblica anche un apposito numero telefonico.

12:04

Gaza: Borrell, concentrarsi sulla soluzione dei due Stati

“Oggi discuteremo anche della situazione a Gaza. Dovremo tenere conto del voto dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. La situazione richiede certamente una pausa umanitaria della lotta per liberare gli ostaggi ed evitare una catastrofe umanitaria. E dobbiamo iniziare a pensare a come affrontare il problema con un approccio politico”. Lo ha detto l’Alto rappresentante della politica estera Ue, Josep Borrell, arrivando al Consiglio Europeo. “I Paesi arabi hanno già detto che non parteciperanno alla ricostruzione di Gaza, a meno che non ci sia un forte impegno da parte della comunità internazionale per costruire una soluzione a due Stati. Dobbiamo concentrarci su questo. Dobbiamo concentrarci su una soluzione politica al problema una volta per tutte. Questo è un aspetto che, ne sono certo, i leader discuteranno”, ha aggiunto.

11:45

Ambasciatore d’Israele in Gb replica a Biden, ‘mai i due Stati’

“Assolutamente no” alla soluzione dei due Stati invocata a parole da anni dalla comunità internazionale, alleato americano incluso, come soluzione del conflitto israelo-palestinese. Lo ha dichiarato oggi senza giri di parole l’ambasciatrice d’Israele nel Regno Unito, Tzipi Hotovely, intervistata da Sky News Uk. “Il mondo deve sapere ora che i Palestinesi non hanno mai voluto uno Stato accanto a Israele”, ha poi sentenziato. Pochi giorni fa il presidente Usa, Joe Biden, aveva accusato apertamente il premier israeliano Benyamin Netanyahu di non volere i due Stati. Hotovely è stata deputata nelle file del partito di Netanyahu (Likud), legata alla destra pro-coloni, ed ha ricoperto in passato l’incarico di ministra per gli Insediamenti.

11:25

Esponente di Hamas evoca il possibile riconoscimento di Israele

Musa Abu Marzuk, un alto esponente di Hamas che vive a Doha in Qatar, ha evocato la possibilità che la fazione islamica possa riconoscere Israele come prima passo per porre fine alla lunga divisione tra le fazioni palestinesi a Gaza e a Ramallah. In un’intervista ad Al-Monitor – ripresa dai media israeliani – Marzuk ha detto che “bisognerebbe seguire la posizione ufficiale” aggiungendo che “è quella dell’Olp che ha riconosciuto lo stato di Israele”. “Stiamo cercando di essere parte dell’Olp e – ha aggiunto – abbiamo detto che rispetteremo gli obblighi dell’Olp stesso”.

11:06

Israele, pausa umanitaria in quartiere Rafah a sud di Gaza

Il Cogat – l’ente militare e civile israeliano di governo dei territori – ha annunciato che l’esercito applicherà una “pausa tattica umanitaria” fino alle 14 di oggi (le 13 in Italia) nel sobborgo al-Salam di Rafah, nel sud della Striscia. La pausa – è stato spiegato – è “per consentire ai civili di ricostituire le scorte di cibo e acqua”.

11:00

Israele, ancora intensi combattimenti a nord e a sud di Gaza

Continuano forti combattimenti tra l’esercito israeliano e Hamas nel nord e nel sud della Striscia. Lo ha riferito il portavoce militare, secondo cui la notte scorsa una squadra di paracadutisti israeliani ha localizzato e distrutto una postazione di tiro in un complesso scolastico dei miliziani del Battaglione Shujaia di Hamas. A Khan Yunis, nel sud di Gaza, soldati dell’unità di elite ‘Maglan’ – ha continuato – hanno trovato e distrutto una serie di armi, due imbocchi di tunnel e un sito di lancio. Anche a Jabalya – ha aggiunto il portavoce – le truppe hanno distrutto una infrastruttura terroristica.

11:11

Sondaggio palestinese, popolarità di Hamas cresciuta dopo il 7/10

La popolarità di Hamas si è molto rafforzata negli ultimi due mesi (in particolare in Cisgiordania) mentre il sostegno all’Autorità nazionale palestinese si è indebolito, secondo un sondaggio condotto dal ‘Palestinian Center for policy and Survey Eesearch’ (Pcpsr).

Il 72% degli intervistati ha affermato che la decisione di Hamas di lanciare l’attacco il 7 ottobre era ”corretta”. L’85% ha detto di non aver visto video che documentino atrocità di Hamas su civili israeliani. Il 70%, inoltre, è certo che Israele non raggiungerà gli obiettivi della guerra e due terzi pensa che Hamas resterà in controllo a Gaza.

09:35

007 Usa, quasi 50% bombe Israele su Gaza non sono di precisione

Quasi la metà delle munizioni aria-terra che Israele ha utilizzato a Gaza nella guerra contro Hamas dal 7 ottobre scorso non erano di precisione, ovvero si trattava di ordigni non guidati, altrimenti noti come ‘bombe stupide’: è quanto emerge da una nuova valutazione dell’intelligence statunitense, secondo quanto scrive oggi la Cnn in esclusiva.

La valutazione, fatta dall’Ufficio del direttore dell’intelligence nazionale, è stata riferita all’emittente Usa da tre fonti che l’hanno visionata. Nel documento si afferma che il 40-45% delle 29.000 munizioni aria-terra finora utilizzate da Israele non erano guidate, mentre il resto erano munizioni a guida di precisione.

Le munizioni non guidate sono generalmente meno precise e possono rappresentare una minaccia maggiore per i civili, soprattutto in un’area così densamente popolata come Gaza, commenta la Cnn, sottolineando che il il ritmo con cui Israele utilizza le ‘bombe stupide’ potrebbe contribuire all’aumento vertiginoso del numero delle vittime civili.

L’emittente ricorda che martedì scorso il presidente americano Joe Biden ha affermato che Israele è impegnato in “bombardamenti indiscriminati” a Gaza. Alla richiesta di un commento sulla valutazione dell’intelligence Usa, il portavoce delle Forze di difesa israeliane, Nir Dinar, ha detto alla Cnn: “Non commentiamo il tipo di munizioni utilizzate”.

Da parte sua, il maggiore Keren Hajioff, un portavoce israeliano, ha affermato che, “come esercito impegnato nel rispetto del diritto internazionale e di un codice morale di condotta, stiamo dedicando vaste risorse per ridurre al minimo i danni ai civili che Hamas ha costretto a ricoprire il ruolo di scudi umani. La nostra guerra è contro Hamas, non contro il popolo di Gaza”. Tuttavia, alcuni esperti hanno commentato alla Cnn che se Israele sta usando munizioni non guidate al ritmo in cui gli Stati Uniti credono, ciò sminuisce l’affermazione di Israele secondo cui stanno cercando di ridurre al minimo le vittime civili.

08:16

Wafa, sale a 3 il bilancio dei palestinesi uccisi a Jenin

E’ salito a 3 il bilancio dei palestinesi uccisi negli scontri armati della scorsa notte a Jenin durante un’operazione dell’esercito israeliano in corso da tre giorni. Lo ha fatto sapere – citato dall’agenzia Wafa – il ministero della Sanità locale, secondo cui “un giovane è morto a causa delle ferite riportate a seguito della continua aggressione dell’occupazione israeliana”.

06:10

Gaza: morto un altro soldato di Israele, totale a 116

L’esercito israeliano ha reso noto oggi in un comunicato che un riservista di 38 anni è stato ucciso ieri durante combattimenti nella Striscia di Gaza. Quest’ultima vittima porta a 116 il bilancio dei soldati israeliani morti dell’invasione di terra contro Hamas. La nota delle Forze di difesa israeliane (Idf) citata dai media locali afferma inoltre che un altro soldato è rimasto gravemente ferito nello stesso episodio ed è stato portato in ospedale.

04:29

Gaza: Austin sente Gallant, sostegno duraturo Usa a Israele

Il segretario alla Difesa americano Lloyd J. Austin ha parlato ieri sera al telefono con il suo omologo israeliano Yoav Gallant per sottolineare il “sostegno duraturo” degli Stati Uniti agli sforzi di Israele contro Hamas, secondo una dichiarazione del Pentagono. Nella telefonata Austin ha affermato che il movimento islamista palestinese “non potrà mai ripetere gli attacchi del 7 ottobre” contro lo Stato ebraico, si legge in una dichiarazione dello stesso segretario Usa pubblicata su X. Austin ha inoltre ribadito la necessità di proteggere i civili durante le operazioni militari e di aumentare il flusso di aiuti umanitari a Gaza. Ha anche condannato le azioni degli Hezbollah libanesi “che minacciano le comunità in Israele” e ha invitato “alla calma” al confine tra i due paesi.

04:21

Gaza: Idf, useremo ‘tanti modi creativi’ per distruggere tunnel

L’esercito di Israele utilizzerà una “varietà creativa di modi” per distruggere i tunnel di Hamas, ha detto il portavoce delle Forze di difesa israeliane (Idf) Daniel Hagari rispondendo ieri sera alla domanda se le Idf stessero allagando i passaggi sotterranei dei miliziani palestinesi. “Alcuni di questi modi consistono in attività tattiche, utilizzando qualche tipo di strumento per far uscire i terroristi dai tunnel e con delle distruzioni permanenti in modo che” tali passaggi “non possano più funzionare”, ha detto Hagari. “Quanti più modi sono, meglio è: è sbagliato dare al nemico informazioni su quando e in quale luogo”, ha aggiunto il portavoce delle Idf.

04:11

Gaza: media, annullato il viaggio del capo del Mossad in Qatar sugli ostaggi

Israele ha annullato il viaggio programmato in Qatar del suo capo dei servizi segreti stranieri per riavviare i colloqui su un possibile secondo accordo per il rilascio degli ostaggi tenuti da Hamas, ha confermato alla Cnn una fonte vicina ai negoziati. Il direttore del Mossad, David Barnea, non si recherà nella capitale qatariota Doha, dove si sono svolti i precedenti colloqui sullo scambio di prigionieri, ha detto la fonte all’emittente americana. Ieri il canale israeliano Channel 13 aveva riportato che il gabinetto di guerra israeliano guidato dal primo ministro Benjamin Netanyahu aveva annullato la missione di Barnea.

03:18

Gaza: le famiglie degli ostaggi, Netanyahu spieghi lo stop ai negoziati con Hamas

I familiari degli ostaggi israeliani tenuti a Gaza si dicono “scioccati” dalla notizia secondo cui il gabinetto di guerra di Israele ha deciso di non inviare il capo del Mossad in Qatar per i negoziati su un nuovo accordo con Hamas e chiedono una “spiegazione immediata” al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Lo riportano i media locali.

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