Tira aria di fronda nel Likud di Benyamin Netanyahu la cui epoca è giudicata finita e contati i suoi giorni al potere. Lo hanno sostenuto con il quotidiano Jerusalem Post “fonti anonime” del partito secondo cui, oltre agli effetti degli eventi scioccanti del 7 ottobre, tra la base del Likud sta salendo la consapevolezza che Netanyahu non manterrà la promessa di distruggere Hamas e di far ritornare tutti gli ostaggi.
    A pesare inoltre – secondo le fonti del quotidiano – sono i risultati di tutti i sondaggi politici che danno il Likud scendere dai 32 seggi attuali a una cifra tra i 16 e i 18, ben lontano dal primato assoluto di rappresentanza elettorale che va al rivale centrista Benny Gantz. Un dato che – se venisse confermato – non consentirebbe neppure la rielezione di tutti i deputati di peso del partito. Per questo – hanno aggiunto le fonti – dietro le scene, sono cominciate le manovre per il possibile successore di Netanyahu. In pole position si parla dell’attuale ministro della difesa Yoav Gallant, di quello degli esteri Israel Katz, di Nir Barkat alla guida del dicastero dell’economia e dell’attuale presidente della Commissione Affari costituzionali Yuli Edelstein.

   

 

Casa Bianca, Biden ha parlato con Netanyahu

Biden e il premier israeliano hanno parlato al telefono per circa 40 minuti ed è stata una “buona” conversazione. Lo riporta Axios citando fonti israeliane in merito al colloquio fra il presidente americano e Netanyahu, il primo in quasi un mese. Netanyahu ha informato Biden delle operazioni dell’Idf a Gaza e in Libano e ha “ribadito l’impegno di Israele a raggiungere gli obiettivi della guerra, incluso il rilascio degli ostaggi”, ha detto ad Axios una fonte israeliana.

Il presidente degli Stati Uniti e Netanyahu hanno discusso della responsabilita’ di Israele di ridurre i danni contro i civili a Gaza, degli sforzi per una pace durevole e la soluzione dei due stati, nonche’ degli sforzi per liberare gli ostaggi: lo ha detto il portavoce del consiglio per la sicurezza nazionale John Kirby.

Biden, ha ribadito Kirby, crede ancora nella promessa e nella possibilita’ della soluzione dei due stati. Nella sua telefonata con Netanyahu, il presidente ha espresso anche il suo plauso per la decisione di Israele di permettere la fornitura di farina a Gaza, ha aggiunto.

Gantz re dei sondaggi a scapito di Netanyahu

Il leader centrista, ora ministro del Gabinetto di guerra, Benny Gantz è l’ incontrastato re della scena politica a scapito di Benyamin Netanyahu, secondo un nuovo sondaggio del quotidiano Maariv che gli assegna il 50% dei favore rispetto al 31% del premier. Rilevazione che, tuttavia, assegna una crescita anche al discusso leader di destra radicale, e ministro della Sicurezza nazionale, Itamar Ben Gvir. Secondo il sondaggio del quotidiano, ‘Unità nazionale’ partito di Gantz avrebbe, se si votasse oggi, una maggioranza di 39 seggi alla Knesset mentre il Likud di Netanyahu otterrebbe 16 seggi, un divario di più del doppio. ‘Potere ebraico’ di Ben Gvir salirebbe invece a 9 seggi, il massimo di rappresentanza fino ad oggi. Il leader dell’opposizione Yair Lapid – che è rimasto fuori dal governo di guerra – vedrebbe confermati i 13 seggi del suo partito. Nella divisione per blocchi, l’attuale opposizione – anche se Unità nazionale di Gantz fa parte del governo di emergenza – avrebbe nel complesso 66 seggi alla Knesset contro i 44 della corrente maggioranza, una prevalenza schiacciante.

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