La civiltà dell’antico Egitto continua a esercitare un fortissimo appeal sul nostro immaginario, come dimostra il fatto che ancora oggi si producono serie e film sulla vita di Cleopatra (e non senza polemiche). Sono letteralmente trascorsi millenni ma, così come ci capita spesso di pensare all’Impero romano, complice anche qualche trend social, non possiamo fare a meno di continuare a farci domande sulla vita al tempo dei faraoni.

Il problema però è che, forse, rischiamo di percepire la storia dell’antico Egitto come un grande blocco monolitico dove tutto sembra sullo stesso piano. Ma non è così. In questo video, la professoressa di egittologia e archeologia Laurel Bestock risponde alle domande sull’antico Egitto poste dagli utenti di Twitter. La studiosa di Brown University, come si può leggere sul sito del prestigioso ateneo statunitense, si concentra con i suoi studi sulla cultura materiale della Valle del Nilo e sulla metodologia della documentazione archeologica, con particolare interesse sulla regalità, sulla monumentalità, sull’architettura e sulle interazioni culturali.

Ma il pubblico cosa vuole sapere in particolare sull’Antico Egitto? In primis, quando parte: come sottolinea l’accademica, se come parametro di riferimento valutiamo l’avvento del primo re, parliamo del 3000 avanti Cristo. Allargando lo sguardo alla contemporaneità, è corretto affermare quindi che Cleopatra è molto più vicina a noi che a questo stadio della stessa civiltà di cui è una fiera esponente.

Un altro ottimo quesito è invece quello sulla lingua. Come giustamente fa notare un utente si parla sempre di geroglifici ma questi ultimi non ci restituiscono alcun suono. La studiosa sottolinea che l’ultima fase della lingua degli antichi egizi, il copto, venne scritta anche in lettere greche che possiamo leggere e quindi farci un’idea (è poi noto che il copto sia una lingua liturgica). Ma le curiosità sono infinite: come mai nei film sull’Egitto ci imbattiamo sempre nel personaggio di Imhotep? Usiamo ancora strumenti costruiti all’epoca? Gli antichi egiziani andavano al bar?

C’è anche chi si spinge oltre e osa: chi è il miglior faraone di sempre? Molti risponderebbero Cheope ma la studiosa sceglie, a titolo personale, Hatshepsut affermando che, pur essendo una donna, regnò da re e non da regina. Nonostante sul piano linguistico usasse forme femminili per riferirsi a se stessa, tuttavia viene mostrata proprio come un faraone maschio e così interpretava questa funzione. Insomma, anche in questo senso, l’Egitto ci stupisce.

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