TRENTO. Il 5 aprile il Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri e il Presidente Arno Kompatscher firmeranno un accordo di collaborazione tra il Cufa e il Corpo Forestale della Provincia Autonoma di Bolzano.

L’accordo tra Servizio Forestale Provinciale e Arma dei Carabinieri testimonia l’impegno delle istituzioni nell’ottica di una maggiore sinergia e cooperazione per la tutela dell’ambiente e la conservazione del patrimonio naturale dell’Alto Adige. L’idea di una collaborazione era nata già nell’agosto 2023, durante un incontro tra l’allora Presidente del Consiglio Provinciale Rita Mattei e il Generale di Corpo d’Armata Andrea Rispoli. In quella sede il Generale Rispoli aveva sottolineato il valore aggiunto di una sinergia tra le due istituzioni: “In un’ottica di reciprocità, l’autorità nazionale potrebbe mettere a disposizione le proprie ampie banche dati e risorse, mentre quella locale fornirebbe la propria esperienza in un’area montana con diffuse zone boschive, allo scopo di fornire aiuto reciproco e sviluppare la ricerca anche su problematiche come il bostrico”.

L’Arma dei Carabinieri, con il decreto legislativo n. 177/2016, si è unita al glorioso Corpo Forestale dello Stato, facendo nascere, in Italia, la più strutturata polizia “verde” d’Europa, con lo scopo istituzionale di salvaguardare e tutelare l’ambiente, gli ecosistemi, la biodiversità, gli animali, il paesaggio, la filiera agro-alimentare e il territorio, da ogni forma di aggressione, dal crimine e dalla mala gestione. Un comparto, rappresentato in primo luogo dal Comando Unità Forestale Ambientale e Agroalimentari Carabinieri (CUFA), in grado di fornire risposte sempre più efficaci e concrete, attraverso la specializzazione, la territorialità, la complementarietà e l’innovazione tecnologica.

Tra numerosi compiti previsti dalla legge, il CUFA esercita le attività di studio connesse alla rilevazione qualitativa e quantitativa delle risorse forestali, al monitoraggio sullo stato fitosanitario delle foreste, ai controlli sul livello di inquinamento degli ecosistemi forestali e, più in generale, si occupa della raccolta, elaborazione, archiviazione e diffusione dei dati.

Il monitoraggio degli ecosistemi forestali si inserisce coerentemente ed efficacemente nella realizzazione degli obiettivi strategici individuati dall’Unione Europea nell’ambito del “Green Deal”, che mira al raggiungimento della neutralità delle emissioni inquinanti entro il 2050.

Uno specifico valore aggiunto nel settore è rivestito dal Progetto Smart Forest Monitoring che il Comando sta sviluppando, anche con i fondi del PNRR.

Si tratta di un progetto per il monitoraggio delle foreste mediante metodologie moderne, dove si affiancano ai militari, che presidiano il territorio e raccolgono i dati a terra, le moderne tecniche come il remote sensing da piattaforma satellitare, in grado di intercettare le anomalie spettrali validate a terra.

Il sistema si basa appunto sull’osservazione della terra allo scopo di individuare tempestivamente e mappare rapidamente i disturbi del bosco – utilizzazioni forestali legali e illegali, eventi meteorici estremi, attacchi parassitari e fitopatie, incendi e dissesti idrogeologici – rendendo più rapido, mirato ed efficace l’intervento del personale specializzato nel territorio.

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