Durante la conferenza Frontiers Health, e in particolare durante il panel intitolato “Embracing One Health”, si è discusso dell’approccio integrato tra ambiente, esseri umani e animali, e su come le azioni quotidiane possano avere impatti significativi sulla salute collettiva.

Cristina Cenci, moderatrice della sessione, dopo una breve introduzione sul tema generale della One Health, ha presentato “One Health Project“, iniziativa promossa da EIKON e Healthware, che mira a sensibilizzare sulle connessioni tra le azioni individuali e la salute collettiva.

Il contesto scolastico come punto focale di innovazione

Durante la sessione si è parlato a lungo delle scuole. È proprio tra i giovani, però, che si rileva una contraddizione importante. Nonostante il desiderio di cambiamento, questa fascia d’età mostra comportamenti negativi e contraddittori per i temi della salute. Il “One Health Project” si propone di risolvere questa contraddizione concentrando l’attenzione sulle scuole secondarie superiori.

Un’indagine condotta su alcuni ragazzi tra i 16 e i 18 anni ha rivelato un crescente interesse per il concetto di One Health, con oltre il 50% che ne ha una conoscenza più o meno approfondita. Nel contesto dello sviluppo sostenibile, si rileva un miglioramento nel tempo, con un aumento sempre maggiore della consapevolezza tra i giovani. Le priorità individuate includono l’ambiente, il lavoro e la salute.

La questione della salute è molto sentita da parte dei nostri giovani e dalla età adulta – ha sottolineato Carla Collicelli, direttore delle relazioni istituzionali ASviS, – ma non è facile realizzare il concetto di interconnessione tra l’uomo, gli altri esseri viventi e l’ambiente. Nel frattempo è stato creato un intergruppo parlamentare ma vanno accelerati i tempi. Le nostre proposte per la salute e il benessere riguardano il disagio psichico, il finanziamento della nuova legge per la non autosufficienza, la costruzione di una infrastruttura europea per i vaccini e le iniziative di informazione sulla salute dedicate ai ragazzi.

Tra i relatori del panel, anche Goffredo Freddi, direttore della Fondazione MSD, che ha raccontato il loro impegno e il supporto ai progetti educativi, per assicurare una formazione positiva e coinvolgente delle nuove generazioni. La Fondazione MSD, infatti, supporta One Health Project e promuove la “health literacy“, ovvero la formazione e alfabetizzazione in materia salute con l’obiettivo di rendere le persone in grado di assumere decisioni più consapevoli nel proprio percorso di cura.

La Fondazione MSD sostiene progetti di sensibilizzazione su questi temi da molti anni, con un focus su metodologie innovative e sperimentazioni. Esempi concreti sono il cortometraggio “Involontario, Off“, che promuove la collaborazione tra associazioni di pazienti e il mondo del cinema e altri progetti come “Care Toons“, che utilizza cartoni animati per affrontare i temi della One Health e della Digital Health.

Il ruolo della prevenzione tra i più giovani

Durante la sessione si è parlato anche dell’impegno delle associazioni di pazienti nelle scuole per informare sui corretti stili di vita e promuovere la prevenzione, e della diagnosi precoce. La cultura della prevenzione è stata il fulcro della discussione, assieme a progetti che possano coinvolgere i giovani e promuovere l’attività fisica come parte del benessere biopsicosociale.

L’Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare (Apmarr) da anni si occupa di educare i giovani, soprattutto in relazione agli stili di vita. Uno dei loro progetti più recenti, evidenziato durante la discussione, è incentrato sull’alimentazione. Come ha raccontato Antonella Celano, presidente di Apmarr, “in collaborazione con i nutrizionisti, abbiamo elaborato un ricettario che i pazienti, nonostante le malattie croniche, hanno preparato presso alcune strutture sanitarie utilizzando appositi ausili“.

Sonia Carisi di Incontra Donna nel suo intervento ha sottolineato l’importanza della prevenzione oncologica, evidenziando che il 40% dei tumori è evitabile attraverso stili di vita sani. Ha, inoltre, promosso la necessità di sensibilizzare la collettività, e in particolare i giovani, sui comportamenti che influenzano la salute. Secondo Carisi, infatti, l’approccio visivo può rendere la scienza comprensibile a tutte le età e culture, anche attraverso l’utilizzo di noti social influencer. Carisi ha poi parlato dell’importanza del lavoro con le istituzioni, cercando il coinvolgimento con il Ministero della Salute, dell’Istruzione e Sport, per implementare misure a sostegno dell’educazione alla prevenzione.

La One Digital Health come processo trasformativo

Alberta Spreafico di Healthware ha discusso del ruolo delle tecnologie nell’approccio One Health, sottoineando che il 45% degli studenti ritiene le tecnologie indispensabili per il suo sviluppo. Inoltre, fondamentale è stato il riconoscimento istituzionale dell’approccio One Health, evidenziato dalla presenza di un intergruppo parlamentare in Italia e una divisione dedicata nel ministero della Salute.
Spreafico ha, poi, auspicato l’adozione di un approccio One “Digital” Health, basato sull’interoperabilità delle piattaforme e sull’utilizzo dei dati per influenzare politiche e comportamenti.

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