BOLZANO. L’ultima incursione è stata quella al negozio di ferramenta di via Sassari. Per sottrarre un avvitatore del valore di 150 euro è stato fatto un danno alla vetrina quantificabile fra i 2.500 e i 3mila euro. Ma ci sono anche il compro oro di via Resia, il negozio di scarpe, il bar, la tabaccheria. Tutti finiti nel mirino dei ladri.I titolari mostrano i video dei raid notturni: uomini a volto scoperto armati di tronchesi o di altri strumenti utili per spaccare saracinesche e vetrine e penetrare nelle attività commerciali della zona. «Siamo abbandonati a noi stessi», protestano diversi esercenti. Qualcuno racconta un fatto recente in via Alessandria: «La proprietaria di un camper si è vista saltare fuori dal mezzo alcune persone che ci vivevano abusivamente».Emergono le storie del quartiere. Quelle amare, però. Quelle di negozianti che «se va avanti così», tra i furti e la concorrenza dei più grandi, prima o poi lasciano.

Furto con spaccata al “Bullone”

Da un po’ di tempo la vetrina del “Bullone” ha un rattoppo di cartone. «Un uomo è entrato alle due di notte. Ha sfondato la vetrina e ha sottratto un avvitatore», racconta Edith Knoll, titolare del negozio insieme a Fabrizio Lonardi, «Siamo qui da 25 anni. Da 15 a questa parte però non si lavora più. Il quartiere è trasandato, i marciapiedi e i posti auto sono dissestati. Come si fa buio, io non mi sento più al sicuro. Non ci sentiamo tutelati da nessuno. Dov’è la circoscrizione Don Bosco? Ho sporto denuncia, ho consegnato i video alle forze dell’ordine. Lavorare così diventa difficile». Ad appesantire la situazione è la concorrenza delle catene commerciali. Lonardi protesta: «In una città da 100mila abitanti non si possono creare quattro, cinque grossi centri di distribuzione. Perfino i supermercati oggi vendono ferramenta. È un sistema sbagliato». Ieri Forza Italia ha convocato una conferenza stampa davanti al “Bullone”. Maurizio D’Aurelio illustra la proposta: «Bisogna arrivare a una riforma della giustizia che dia strumenti adeguati alle forze dell’ordine. Anche noi altoatesini possiamo fare la nostra parte perché si superino i problemi del sovraffollamento delle carceri e dei cittadini violati nei loro diritti». Carlo Vettori spiega perchè FI è contraria a un corpo di polizia provinciale: «È una questione di costi. Caserme, divise, armamenti, addestramento e personale costano. Il problema è che manca la certezza della pena. Senza una riforma della giustizia, pure il progetto Strade sicure è azzoppato».

I raid nella zona

I ladri hanno visitato anche il negozio di calzature Giotto, poco oltre. Sono entrati alle 3 di notte rompendo la porta a vetri d’ingresso. Il buco era piccolo, a dire il vero: una persona di corporatura media non ci sarebbe passata. Si sono fatti largo tra le scatole di scarpe sistemate nel corridoio e hanno raggiunto la cassa. Hanno prelevato due cassetti pieni di monete di rame, dopodiché hanno provato a scollegare l’allarme, senza riuscirci. Si erano già dileguati quando nel giro di soli sette minuti è arrivata sul posto la Ronda atesina, seguita dal proprietario del negozio.È andata meglio al bar Luciano. Verso le 23 dello scorso 13 settembre, le telecamere esterne hanno registrato le immagini di un ragazzo che a volto scoperto studiava come penetrare nel locale.Il danno maggiore invece è quello del compro oro di via Resia, vicino all’imbocco di via Glorenza. La sera precedente il giorno di Ferragosto un uomo ha divelto la saracinesca con un grosso tronchese, impiegato poi per sfondare la vetrina. «Ha portato via preziosi e orologi per oltre 10mila euro», testimonia il titolare Francesco Cosa, «Ho saputo anche di furti nelle gioiellerie di via Milano e di via Roma. A noi restano i danni, e una gran rabbia». S.M.

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