“Come ti chiami?” è una delle domande più semplici che facciamo o ci vengono fatte nel corso delle nostre vite. E anche la risposta, in teoria, è abbastanza facile. L’accoppiata nome/cognome ci identifica per tutta la nostra esistenza. Ma cosa succede quando ci ritroviamo a condividerla con persone ben più conosciute di noi? Che tipo di condizionamenti può avere per una persona portare lo stesso nome di un vip? È più un vantaggio o una zavorra? Per rispondere a queste e altre domande abbiamo creato Omonimi, la serie Gedi Visual che parla di quasi perfetti sconosciuti chiamati con nomi che, invece, conosciamo tutti. 

Il nostro viaggio puntate comincia da Napoli, dove tra il 1984 e il 1991, ovvero i sette anni in cui Diego Armando Maradona si vestì d’azzurro, in città 515 bambini furono chiamati Diego. Di questi dodici ebbero il nome di Diego Armando. Ma poco fuori il capoluogo, a Boscoreale, alle pendici del Vesuvio, un neo papà decise di onorare il Pibe de Oro nella maniera più completa possibile. Diego Armando Maradona di nome, Mollica di cognome. E questa è la sua storia, la storia di un uomo con un nome che da queste parti è sinonimo del nome di Dios.

di Andrea Lattanzi

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